Prima arrestato e poi decapitato: la storia di fede di Sant’Euplio nella Catania del 304 d.C.

di don Fausto Grimaldi

Quando nell’anno 304 Euplio, secondo la tradizione, diacono della Chiesa catanese, entrò spontaneamente nel tribunale dove si trovava il governatore della Sicilia, portando con sé il libro dei Vangeli vietato dagli editti degli imperatori Diocleziano e Massimiano, egli senza timore esclamò: “Sono cristiano e desidero morire per il nome di Gesù Cristo”. Veniva così arrestato e il 12 agosto condotto davanti al governatore davanti al quale afferma: “Le Scritture che porto con me, contengono la vita eterna; e per non perdere la vita dell’anima, amo meglio abbandonare quella del corpo”.

Durante i flagelli, alzando gli occhi al cielo, ringraziava il buon Gesù. Ad alta voce proclamava la sua professione di fede: “adoro il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo; la Trinità Santa fuori dalla quale non vi è altro Dio”. Così, i Vangeli gli furono appesi al collo per ricordargli la causa della sua condanna. Giunto nel luogo dell’esecuzione volle concludere la sua vita inginocchiandosi e recitando le sue ultime preghiere di lode a Dio. Il 12 agosto, Euplio concludeva il suo cammino terreno per iniziare, invece, quello celeste verso la Luce eterna.

La comunità parrocchiale gioisce ogni anno facendo memoria di questa straordinaria figura di Santo.

È altresì importante ricordare durante la festa di Euplio, il caro prof. Antonino Blandini recentemente scomparso. Antonino Blandini, giornalista del quotidiano La Sicilia, oltre ad essere stato un’esemplare devoto del Santo martire Euplio, ha dedicato la sua vita allo studio del santo patrono non risparmiando pregevoli pubblicazioni con tratti biografici coerenti con le documentazioni storiche. Il 12 agosto alle ore 19.00 celebreremo la S. Messa in suffragio della sua anima e vivremo in comunione spirituale con le comunità cristiane di Trevico, Castel Baronia e Francavilla di Sicilia.

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