Torna la “colletta alimentare”: migliaia di volontari catanesi pronti per arginare la povertà

La Colletta Alimentare giunge alla sua 23esima edizione, in tutta Italia si rinnova l’appuntamento con quello che ormai è diventato uno dei più importanti e partecipati eventi di solidarietà.

La Diocesi di Catania e il suo esercito di volontari, provenienti da molte realtà parrocchiali e associative,  farà ancora una volta la sua parte:  dislocati tra i vari punti di raccolta e i punti vendita della Grande Distribuzione che hanno dato la loro disponibilità.

Questo momento solidale, diventa un segno importante, soprattutto dopo l’ultimo studio realizzato dall’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse dell’organismo diocesano, che può essere consultato online sul sito www.caritascatania.it e contiene i numeri, le proiezioni statistiche e le riflessioni dei referenti dei servizi. L’analisi complessiva ha registrato oltre 225 mila interventi della Caritas in Città nel corso del 2018, evidenziando una crescita delle richieste di intervento, quindi un generale impoverimento di quanti vivono nel territorio catanese.

Alimenti per l’infanzia, tonno in scatola, olio, biscotti, riso, legumi, sughi e pelati: sono questi gli alimenti maggiormente consigliati, e al tempo stesso richiesti dagli enti che si rivolgono al Banco Alimentare.

Da quest’anno è inoltre possibile donare anche online, sulle piattaforme di alcune grandi catene di distribuzione o dal sito stesso della colletta www.collettaalimentare.it

Sono oltre 160mila il totale degli assistiti in Sicilia, grazie al continuo impegno dell’Associazione Banco Alimentare, attiva in sette province: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa, attraverso più di 490 strutture caritative.

Possibile anche sostenere i costi di trasporto e di conservazione degli alimenti donati, inviando un Sms al numero 45582.

Lo scorso anno in Sicilia furono confezionate più di 70mila scatole di prodotti per un totale di 510 tonnellate di generi alimentari raccolti e distribuiti alle strutture caritative convenzionate con il Banco Alimentare.

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