Prospettive

Anniversario della “Rerum Novarum”, l’economia senza moralità diventa diseconomia

 di Angelo Consolo

Catania – in occasione del 128° anniversario della Rerum Novarum (15 maggio 1891-15 maggio 2019)  nella parrocchia Santa Maria della Consolazione, sede elettiva del gruppo Osservatorio socio politico, mercoledì 15 maggio, si è tenuta la cerimonia commemorativa dell’enciclica Leoniana e l’VIII premio Fratelli Sturzo patrocinato dal Centro Internazionale studi Luigi Sturzo (CISS).                  

I referenti oratori della manifestazione, Filippo Uccellatore, Salvatore Latora e Angelo Consolo, hanno dato il benvenuto ad amici, a studiosi di don Sturzo, e a designati alla premiazione: don Alfio Spampinato, don Antonino De Maria, l’Avv. Francesco Punzo, giunto da Palermo, e il Dott. Salvatore Cifalinò, parente del beato Gabriele Maria Allegra.

Nell’introduzione, il dottor Uccellatore ha letto e ha messo a disposizione l’ultimo documento del nostro arcivescovo mons. Gristina. Resta sul tavolo la questione del bilancio dell’attuale amministrazione che è di milioni di debiti e così aumentano anche i disagi giovanili, situazione critica per Uccellatore che si propone di mobilitare i soci in un prossimo incontro.

Il prof. Salvatore Latora ha sciorinato vari documenti che attestano la modernità dell’enciclica Leoniana Rerum Novarum, promulgata il 15 maggio 1891, così come venne ricordatanella Quadragesimo Anno di Pio XI fino alla Centesimo Anno di san Giovanni Paolo II. La famosa enciclica ha costituito la risposta antitetica al Manifesto del partito comunista di Marx ed Engels (1848). Per dirla con Latora, l’interesse dei laici alla Rerum Novarum in avanti, fu sempre crescente fino ad arrivare ai giorni nostri. I fratelli Sturzo, per esempio, furono accesi prosecutori della Rerum Novarum e vi sono ancora lettere inedite di don Sturzo da esaminare.

Ora, è bene ricordare che Luigi Sturzo dichiarò di non avere inventato nulla, ma di dover tutto al Vangelo e alla  Rerum Novarum  del “Papa  dei lavoratori” che fu Leone XIII il quale si occupò seriamente delle questioni sollevate dal movimento operaio e inaugurò la moderna dottrina sociale cristiana. Leone XIII (2 marzo 1810-20 luglio 1903) usava toni forti per tutelare la causa degli operai, per dirla con Pio XI (Quadragesimo Anno). Di conseguenza la classica domanda: «Chi deve esercitare il potere nello Stato?», importava molto di meno rispetto alla domanda «Com’è esercitato il potere? e «Quanto è il potere esercitato?». Ed ecco il discernimento e la sentenzadi Leone XIII: «Defraudare poi la dovuta mercede [salario]è colpa così enorme che grida vendetta al cospetto di Dio. Ecco, la mercede degli operai… che fu defraudata da voi, grida; e questo grido ha ferito le orecchie del Signore degli eserciti [lett. di Giacomo 5,4]» (R.N.,n.17).

E’ ammissibile domandare il giusto salario e il diritto sulla proprietà privata. Da qui due valori:

1. «Lo scopo del lavoro, il fine prossimo che si propone l’artigiano, è la proprietà privata»                così inizia la prima parte della Rerum Novarum.

2. «Il vero e radicale rimedio non può venire che dalla religione, si persuadano tutti quanti della necessità  di tornare alla vita cristiana»  così termina.

il prof. Angelo Consolo (lo scrivente) ha condiviso con il pubblico una video-conferenza del III premio tento al castello dei Principi Lancia di Brolo, in provincia di Messina, l’8 agosto 2012, là dove è stato intervistato il magistrato Gaspare Sturzo, nipote di don Luigi, e anch’egli fu premiato. Nel corso della serata Consolo ha proiettato uno spezzone di un video d’archivio con l’intervista a don Alfio Spampinato, prodotto dall’Associazione “L’Elefantino” e di cui Consolo è il vicepresidente e promotore del premio “fratelli Sturzo”.

Nel suo intervento, il primo premiato, don Alfio ha spiegato che don Sturzo fu critico verso la male gestione della cosa pubblica e che a detta di don Alfio, l’economia senza moralità diventa diseconomia. E’ così che tuonava don Sturzo sia come pro-Sindaco che come operatore sociale, avverso allo statalismo, alla partitocrazia e allo sperpero del denaro pubblico.

Nella circostanza della discussione, Consolo ha messo faccia a faccia il prof. Latore con don De Maria al quale ha consegnato il premio. Il sacerdote De Maria, docente stabile e direttore dell’Istituto di Scienze Religiose “S.Luca” a Catania, con lunghe attività scientifiche, insegna Teologia dogmatica e patrologia ed è stato cultore e missionario nei paesi di religione ortodossa.  

Consolo ha dato il premio anche al dottor Salvatore Cifalinò il quale parlando del suo parente, il beato frà Gabriele Maria Allegra, nativo di San Giovanni La Punta, ha consegnato al pubblico un breve profilo biografico del  missionario. Frà Allegra in Cina per divina ispirazione ha tradotto la Bibbia in cinese col desiderio di “portare Cristo ai cinesi e i cinesi a Cristo”. Il pubblico ha applaudito.

Un intervento particolare è stato quello dell’avvocato palermitano Francesco Punzo, responsabile della sede di Sicilia del CISS con sede a Roma, che, coinvolto all’incontro culturale da Consolo, ha elogiato l’iniziativa di commemorare l’enciclica Leoniana. Punzo è ez alunno dell’Istituto Gonzaga della Compagnia di Gesù e vicepresidente della Federazione Nazionale degli ex alunni. In tale veste nel 2013 ha incontrato Papa Francesco. Le sue parole hanno avuto l’effetto di calmare gli animi. Il suo avvicinamento al gruppo Osservatorio socio politico interparrocchiale e all’Associazione L’Elefantino è stato intenzionale a tutto campo. Ha ritirato il premio.

Ecco un epilogo straordinario: dopo 60 anni dalla scomparsa di don Luigi Sturzo (1871-1959) figura rappresentativa di Leone XIII, è da ricordare che negli anni giovanili, esattamente il 20 gennaio 1901, egli dichiarò pubblicamente che l’enciclica era da considerare come la “Magna Charta” dei democratici. E lasciò scritto con rammarico:  «ancora oggi, per somma vergogna, molti cattolici non conoscono quel prezioso documento».

E perché non parlare del vescovo Mario Sturzo? Mario, fratello maggiore di don Luigi, non temeva nessuno: diede una lezione di Democrazia alla nostra Regione. Durante lo scambio di messaggi col fratello elaborò molto l’idea di Democrazia, compatibile con la “terza via” annunciata da Leone XIII,  e la riprese molte volte  quando nel proporne il programma ebbe modo di esaltare le strutture associative. Come spiegare la “terza via”? Essa è una sorta di “via media” tra capitalismo e socialismo. Papa Leone XIII affermava la necessità di una conciliazione sociale che superasse sia l’atteggiamento di sfruttamento da parte dei capitalisti, sia le spinte rivoluzionarie che prendevano forma nella classe operaia ed ecco la strategia e senso compendioso di Democrazia.

Il vescovo Sturzo programmando si rivolgeva così ai sacerdoti: 

«E’ l’ambiente sociale corrotto che corrompe. “Uscite di sagrestia” gridava Leone XIII, come per dire: ma perché guardate un lato solo del cristianesimo, e solo vi affaticate a un’attuazione parziale di esso?» (fonte sicura).

Per lui la Democrazia cristiana non doveva restringersi alle sole opere economiche, ma anche alla spiritualità. Ad perpetuam rei memoriam

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