Prospettive

Concerto d’organo a Motta Sant’Anastasia: un crescendo di emozioni, tecnica e virtuosismo

Su iniziativa del sac. Salvatore Petrolo, pastore della parrocchia S. Maria del Rosario di Motta Sant’Anastasia, nonché vicario foraneo dell’ottavo vicariato diocesano, avrà luogo sabato 20 luglio, ore 19,30, nella locale chiesa Madre, zona borgo antico, il concerto inaugurale dell’organo del tempio, acquistato con un lascito del mottese compianto can. Antonino Condorelli.

Per dare il massimo risalto al principe degli strumenti e offrire ai presenti un saggio di bravura, la parrocchia si è affidata al maestro Sara Musumeci, giovane pianista/organista, originaria di Giarre, in possesso di un curriculum di tutto rispetto, nel quale figurano diverse masterclass d’organo e di restauro, attività di ricerca musicologica e seminari in collaborazione con varie istituzioni, docenza di pianoforte e soprattutto una lusinghiera carriera concertistica da solista o in duo.

Il programma della serata prevede J.S. Bach, Fantasia e fuga in Sol minore BWV 542, J.S. Bach, Trio Sonata n. 6 BWV 530, V. Bellini, Sonata per organo, L. Vierne, dalla 2 Sinfonia, “Allegro” e “Scherzo”, e J. Demessieux, Studio op. 5 n. 6 “Octaves”.

Alcune pillole sulle musiche scelte: Primo brano: uno dei capolavori di Bach per organo. Nel 1720, di ritorno da un viaggio, Bach trova la moglie morta, gia’ seppellita. Nella Fantasia c’é il suo strazio, nella Fuga in minore la ricerca di redenzione, nella conclusione in maggiore la speranza e la certezza di ritrovare la moglie nell’altra vita.

Secondo brano: composta da Bach come esercizio tecnico per il figlio Wilhelm, la triosonata vuole educarlo alle tendenze dell’epoca, tra cui il concerto all’italiana vivaldiano.

Terzo brano: e’ l’unico lavoro organistico nella breve vita del nostro Bellini. Anche qui, il suo stile operistico: pomposa introduzione, e parte lirica solistica che si conclude con il tipico finale travolgente belliniano.

Quarto brano: appartiene a un periodo giovanile di L. Vierne, organista titolare di Notre-Dame a Parigi dal 1900 al 1937. E’ chiara la sua fedelta’, mantenuta per il resto della vita, alla scuola organistica romantica, nonostante vivesse in un’epoca avanguardistica per la musica. Dopo il recente incendio del tetto della cattedrale, sara’ come un riappropriarci del suo secolare respiro spirituale.

Quinto brano: sei studi tra i piu’ difficili mai composti, frutto di una estrema padronanza tecnica alla pedaliera, posseduta da Jeanne Demessieux (1921-1968), una delle allieve piu’ note a livello mondiale che uscirono dalla “rigorosa” scuola di Marcel Dupre’.

Un concerto di forte impatto, con un crescendo di emozioni, tecnica e virtuosismo, che promette di restare memorabile.

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