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Lettera di comunione, nel nuovo anno pastorale più attenzione alla formazione dei seminaristi

Carissimi fratelli presbiteri e diaconi,

Vi scrivo nel cuore dell’estate, mentre alcuni di voi stanno godendo giorni di meritato riposo e altri sono impegnati nelle feste patronali della città e paesi che, dopo il periodo più tragico della pandemia, riprendono ad avere, oltre alla Celebrazione eucaristica, autentico “cuore” di ogni festa, anche le processioni e altre manifestazioni di pietà popolare.

Sono ancora vivi in me i sentimenti di riconoscenza per le giornate di fraternità in Puglia: ringrazio quanti vi hanno partecipato e auspico che questo appuntamento, in estate o in altro periodo che andremo a scegliere insieme, possa essere un tempo in cui consolidare le nostre relazioni di presbiterio.

Siamo stati pellegrini oranti in alcuni Santuari, “turisti” attenti alle bellezze artistiche, sobri fruitori di un tempo di svago! Non posso non confessarvi la mia soddisfazione interiore quando, facendomi un po’ da parte, vi sentivo amabilmente conversare tra di voi: il progresso nella fraternità è gioia di un vescovo, e fa parte di quel “progresso” nella vita cristiana di cui parla la liturgia.

Da Seminario Arcivescovile a Seminario interdiocesano

In questi giorni in cui vengono comunicati gli avvicendamenti, mi preme soprattutto soffermarmi sul Seminario.

Premetto che sono grato al Signore e a ciascuno di voi per la docilità interiore con cui avete accolto alcune scelte pastorali in ordine a trasferimenti e avvicendamenti: il senso di obbedienza, vissuto con profondo spirito di fede, è una nota bellissima del clero catanese!

In questo tempo caratterizzato da grandi cambiamenti e in cui la nuova “Ratio fundamentalis Institutionis sacerdotalis” sta per essere “tradotta” nella vita dei Seminari italiani, sento, dopo attento discernimento, di dover orientare in modo preciso le scelte sulla formazione dei futuri presbiteri. Per questo motivo assumo personalmente la direzione del Seminario, nel senso che darò gli orientamenti formativi guidando l’équipe. Per questo motivo ho nominato un Pro-rettore, che rimarrà in carica con questo titolo “ad nutum Episcopi”. Ringrazio il carissimo padre Antonino La Manna per il lavoro educativo di rettore fin qui condotto con dedizione, e con lui padre Salvatore Scribano e padre Enzo Fatuzzo per l’encomiabile ministero di padre spirituale svolto fino ad oggi.

Ho nominato Pro-rettore padre Salvatore Cubito, che lascia la parrocchia di S. Maria della Salute per dedicarsi al Seminario e alla cura delle vocazioni presbiterali sotto la mia diretta direzione. Padre spirituale sarà p. Vincenzo Branchina, che ha maturato la sua esperienza di discernimento vocazionale nel Propedeutico. Non sarò da solo a dare orientamenti al Seminario. La nostra antica istituzione formativa “ha ospitato” fino allo scorso anno i seminaristi della Chiesa di Nicosia.

Nella mia esperienza di Assistente del Delegato dei Seminari di Italia, ho constatato che ci sono quattro “forme” di Seminari: quelli regionali, voluti da S. Pio X e Pio XI; quelli diocesani; quelli diocesani che ospitano seminaristi di diverse diocesi; quelli interdiocesani. La differenza tra gli ultimi due è che in un Seminario “ospitante” le linee formative sono decise solo da un Vescovo (quello che “ospita”), mentre in un Seminario interdiocesano sia gli educatori che le linee formative vengono condivise da più Vescovi, in una progettualità più ricca e lungimirante. È quello che da oggi iniziamo a fare con il carissimo Mons. Giuseppe Schillaci, Vescovo di Nicosia: due suoi seminaristi fanno parte di quello che ormai dobbiamo imparare a definire “Seminario interdiocesano di Catania per Catania e Nicosia”. Per questo anno non è stato possibile provvedere ad un formatore di Nicosia; ma ci siamo incamminati su questa strada “mossi dallo Spirito” e attenti ai segni dei tempi.

Verso il nuovo anno pastorale

Il nuovo anno pastorale ci vedrà ancora impegnati nel cammino sinodale, nella fase dell’ascolto su quelli che la Conferenza Episcopale Italiana ha definito i “cantieri di Betania” che, lasciandosi ispirare dall’icona biblica di Lc 10, 38-42, focalizza la sua attenzione sui “villaggi”) i luoghi dove vive la gente anche più distante dalla pratica di fede”), le “case” (le nostre comunità e la Chiesa domestica), le religioni. Per far sì che questo tempo di grazia e di rinnovamento sia davvero “ecclesiale”, vi consegnerò la bozza della mia prima lettera pastorale, via mail con pdf, il 29 agosto p.v., e mi incontrerò: il 29 agosto con i Vicari foranei, il 30 agosto con i presbiteri del primo decennio per programmare la formazione permanente, il 3 settembre con i Direttori degli Uffici pastorali. La lettera pastorale darà le linee per il cammino pastorale nei Vicariati, nelle parrocchie, nelle associazioni e movimenti (anche se questi ultimi hanno percorsi propri, che tuttavia vanno contestualizzati nella Chiesa locale).

La lettera pastorale avrà il titolo: “In ascolto dello Spirito Santo e dei fratelli: primo segno della Chiesa in uscita”.

In questi gironi in cui la liturgia ci fa contemplare il Mistero di Cristo trasfigurato, quello di Maria Santissima assunta nella gloria del Risorto, e la testimonianza di grandi Santi e Sante che illuminano il nostro cammino, il nostro “passo di fede” si faccia più solerte nella sequela di Cristo.

            Vi abbraccio e vi benedico,

+ Luigi Renna

Catania, 6 agosto 2022, solennità della Trasfigurazione del Signore

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