Prospettive

Dall’11 ottobre nelle librerie: IL VESCOVO, IL PASTORE, di Papa Francesco e C. M. Martini

ll volume che il lettore ha fra le mani ripropone un testo oggi introvabile in cui il compianto cardinale di Milano riflette su uno dei ruoli centrali nella comunione gerarchica della Chiesa, ma anche su sé stesso, su quello che era stato il compito pastorale a cui lui, esimio biblista, a un certo punto era stato chiamato. Questa riflessione, utilissima in tempo sinodale, è accompagnata da quella di un altro pastore amatissimo, Papa Francesco, che, come Martini, ha avuto formazione gesuitica e consegna a sua volta al lettore pagine che permettono di approfondire il tema del legame tra vescovo e popolo dal punto di vista prettamente pastorale, quello che al Papa sta da sempre particolarmente a cuore.

Queste intensissime pagine, dense, capaci di guardare alla Chiesa sia nella sua forma istituzionale che profetica, si propongono oggi quale cammino di speranza, in questo tempo in cui spesso si parla di sinodalità e altrettanto spesso si mette in crisi il rapporto gerarchicopastorale nella Chiesa. Crediamo che questa operazione editoriale possa permettere una ripresa e rilettura di un ministero che dalle origini stesse della Chiesa ci è consegnato e che può esistere solo grazie a un legame intenso tra il popolo di Dio e coloro che sono chiamati a guidarlo.

«Abbiamo bisogno di pastori con l’odore delle pecore e
sorrisi di padri. Odore cristologico, odore di incarnazione
e di passione, di bende e di sangue; sudore di chi cammina
con i suoi discepoli; odore di piedi al momento della
lavanda e odore delle bende di un Lazzaro che già puzza;
è anche profumo femminile, come quello di Maria, che
inonda la casa; aroma di gigli del campo e di vento di
acque verso cui Gesù comanda a Pietro di remare».

Papa Francesco

«Nella mia fanciullezza consideravo il vescovo come
qualcuno che stava come in una nicchia nella chiesa per
ricevere l’omaggio dei fedeli. In questo scritto vorrei tirarlo
giù da quella nicchia e vederlo a contatto con la gente».

Carlo Maria Martini

Jeorge Mario Bergoglio

Nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, figlio di emigranti piemontesi. Perito chimico, a 21 anni entra come novizio nella Compagnia di Gesù. Laureato in filosofia, il 13 dicembre 1969 viene ordinato sacerdote. Prosegue quindi la preparazione tra il 1970 e il 1971 in Spagna, e il 22 aprile 1973 emette la professione perpetua. Di nuovo in Argentina, il 31 luglio 1973 viene eletto provinciale dei gesuiti argentini. Il 20 maggio 1992 è nominato vescovo titolare di Auca e ausiliare di Buenos Aires. Il 3 giugno 1997 è promosso arcivescovo coadiutore di Buenos Aires. Passati neppure nove mesi, alla morte del cardinale Quarracino gli succede, il 28 febbraio 1998, come arcivescovo, primate di Argentina, ordinario per i fedeli di rito orientale residenti nel Paese. Nel Concistoro del 21 febbraio 2001 viene creato cardinale da Giovanni Paolo II. Il 13 marzo 2013 è eletto Papa con il nome di Francesco.

Carlo Maria Martini

(15 febbraio 1927 – 31 agosto 2012), gesuita e biblista, è stato prima docente di critica testuale e poi Rettore al Pontificio Istituto Biblico (Roma); dal 1979 al 2002 arcivescovo di Milano. Il suo pensiero è stato sempre caratterizzato dal primato della Parola di Dio, tanto da avviare fin dal 1980 nella sua diocesi la pratica della Scuola della Parola, ispirata al metodo classico della Lectio divina. Sapeva accostarsi alla Bibbia tenendo in conto sia la sua complessità testuale che la sua dimensione contemplativa e orante, acquisendo così la capacità di confrontarsi e dialogare con le esigenze e i problemi della vita quotidiana. Uomo del dialogo tra le religioni, autore di libri apprezzati in tutto il mondo, la sua cultura e i suoi studi non sono mai stati un pretesto per allontanarsi dal mondo ma gli hanno permesso di parlare alle folle e attirare moltissimi giovani.

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