Di Michele Marchese

Restituito all’antico splendore, al servizio della Comunità parrocchiale di San Nicolò di Misterbianco. L’antico armonium di fine 1800 custodito nella chiesa del Carmine, nella giornata dedicata alla Madonna del Carmelo, ha suonato nuovamente accompagnando il canto della comunità parrocchiale durante la S. Messa nella piccola chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria del Carmelo.

Questo strumento “aerofono” è stato con molta probabilità il primo strumento in assoluto che ha avuto la Parrocchia di San Nicolò di Misterbianco, poiché è verosimilmente stato costruito alla fine dell’800 del secolo scorso dalla Ditta Dottor Graziano Tubi di Lecco, ormai non più attiva già dai primi anni ’70 del ‘900. Don Vincenzo Cannone lo trovò già lì al momento del suo insediamento negli anni ’50, così come lo trovò lì il suo parroco, Padre Don Vincenzo, all’epoca del suo insediamento in parrocchia.

Da diversi decenni lo strumento giaceva in un angolino del presbiterio della chiesa del Carmine di Misterbianco, da quando cioè venne dismesso dalla chiesa di S. Nicolò a seguito dell’acquisto, nei primi anni ’70  di un nuovo organo elettronico sul quale don Giovanni Perni faceva pratica. In quell’angolino il buon armonium continuava a dare sostegno alla chiesa, sostegno in senso stretto del termine poiché, essendo insuonabile, su di esso venivano poggiati i suppellettili e gli oggetti vari necessari alla liturgia.

Finché durante la primavera di quest’anno, grazie alla sensibilità del parroco Don Giuseppe Raciti, è stato deciso di riportarlo nuovamente in vita, affidato alle mani del maestro  organaro restauratore dott. Francesco Oliveri, titolare della ditta “Artigiana Organi” di Aci Catena.

L’armonium è stato quindi prelevato e portato presso i laboratori della ditta, dove è stato innanzitutto sottoposto a  specialistico trattamento antitarlo.

Successivamente i lavori hanno interessato: il rifacimento del materiale ligneo interno;  il rifacimento di tutte le guarnizioni, ormai inesistenti, in autentica pelle d’agnello; il rifacimento totale delle due pompe a mantici verticali, comandate dai pedali, nonché del serbatoio centrale di “stabilizzazione”; il rifacimento, ove mancanti, dei ventilabri, delle relative impellature e del suo leveraggio; il rifacimento di tutti i comandi meccanici sub-tastiera; il rifacimento e la calibrazione dei comandi di sub e super ottava; la sostituzione di ben 7 ancie rotte e/o corrose e non più utilizzabili; la tastiera, di ben 6 ottave è stata, mediante levigatura e lucidatura, riportata allo splendore originario; il pannello posteriore, a suo tempo sostituito con un semplice pannello di compensato, è stato ricostruito con telaio e stoffa in cotone di colore bordeaux.

Occorre precisare che la tastiera, attualmente traspositiva, con molta probabilità in origine non lo era, ossia era fissa; in tempi successivi, di cui non è stato possibile risalire all’epoca, la tastiera è stata resa “traspositiva” ( un tono e mezzo sopra e un tono sotto) quindi spostabile a destra o a sinistra a seconda della tonalità che si voleva adottare rispetto al LA risuonante a 440Hz. Ciò ha comportato inevitabili “scompensi” meccanici, scompensi cui la ditta restauratrice ha cercato, con non poca difficoltà, di azzerare.

Lo strumento, oggi ricollocato sul lato destro della navata centrale (prima della balaustra del presbiterio) della chiesa del Carmine ora è perfettamente funzionante, con il suo suono “rotondo” e omogeneo. Occorre però, così come raccomandato dalla Ditta, una sorta di “perizia” nell’approssimarsi a suonare questo strumento, poiché in primo luogo è uno strumento antico e và quindi trattato con doveroso rispetto, e poi perché i pedali, che con il loro movimento alternato producono l’aria, devono essere azionati con costanza e uguale pressione. La chiesa del Carmine di Misterbianco, dopo decenni, ha dunque nuovamente il suo strumento liturgico.

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