La comunità di Pisano ha vissuto il 15 agosto 2025 una giornata di gioia con la riapertura al culto della chiesa parrocchiale di San Giuseppe, chiusa dal terremoto del 2018 e restituita ai fedeli dopo un lungo e complesso intervento di restauro e miglioramento sismico. La celebrazione è avvenuta nella solennità dell’Assunzione di Maria Santissima, unendo alla gioia liturgica quella per il ritorno nel principale luogo di preghiera della frazione di Zafferana Etnea.

La liturgia è stata presieduta dall’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, affiancato dal parroco emerito don Giuseppe Meli, dal nuovo parroco don Gilberto Mukania Bilolo e da numerosi sacerdoti della diocesi. Autorità civili, militari e istituzionali hanno partecipato alla cerimonia, tra cui il commissario straordinario per la ricostruzione Salvatore Scalia, il sindaco di Zafferana Salvo Russo e i tecnici che hanno seguito i lavori.

L’opera di recupero è stata finanziata attraverso il Fondo statale per la ricostruzione, con un importo di circa 1,7 milioni di euro. Il responsabile unico del procedimento è stato l’ingegnere Antonio Casella, la direzione dei lavori l’architetto Giuseppe Amadore, mentre l’esecuzione è stata affidata alla ditta Tecno Edil Costruzioni di Piedimonte Etneo. Il restauro ha interessato la struttura portante, la copertura, gli impianti, gli intonaci, la torre campanaria e i locali della canonica. Particolare attenzione è stata riservata al recupero degli affreschi della volta e dell’abside, affidato alla ditta GS Art Restauri.

Nell’omelia, mons. Renna ha collegato l’evento alla liturgia del giorno: «La gioia per la solennità dell’Assunzione di Maria si unisce a quella per la riapertura al culto di questo significativo luogo di preghiera per Pisano e il territorio circostante». Ha ricordato come il Ferragosto, spesso ridotto a festa civile, custodisca per i cristiani un significato profondo: «È la Pasqua di Maria, la festa mariana più grande dell’anno liturgico. Settantacinque anni fa Pio XII proclamava il dogma dell’Assunzione, riconoscendo quello che la Chiesa ha sempre creduto: Maria, subito dopo la sua morte, è stata assunta in anima e corpo in cielo, divenendo primizia della risurrezione di Cristo».

Riflettendo sulla visione apocalittica della donna vestita di sole, il vescovo ha spiegato: «Ella rappresenta Maria, ma anche la Chiesa: ripiena della Grazia di Cristo, fondata sull’insegnamento degli apostoli, chiamata a calpestare gli idoli e a generare continuamente Cristo nel mondo. Le doglie del parto non sono solo quelle di Betlemme, ma i dolori del Calvario, perché l’annuncio del Vangelo è sempre minacciato da Satana. Tuttavia, l’ultima parola non è mai del male: è di Dio».

Rivolgendosi direttamente ai fedeli, mons. Renna ha lasciato un invito carico di significato: «Cari fratelli e sorelle, voi siete parte di questa Chiesa: il vostro agire è quello di chi dona Cristo al mondo. Questo tempio così armonioso, che testimonia la fede celebrata e vissuta da secoli, continua oggi la sua missione. Siate una comunità che vive in ascolto della Parola, nella fraternità e nella comunione con le altre parrocchie, punto di riferimento per il territorio». E, citando san Giovanni XXIII, ha ricordato che «la parrocchia è la fontana del villaggio che dona acqua alle generazioni presenti, come lo ha fatto nel passato».

Il parroco emerito don Meli, che ha guidato la comunità durante gli anni difficili della chiusura, ha definito il risultato «frutto del cuore e dell’impegno di una comunità viva». I membri del consiglio pastorale hanno parlato di «emozione indescrivibile» nel rientrare in chiesa dopo sette anni di attesa.

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