“Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”: è il titolo dato all’edizione numero 46 del Meeting per l’amicizia fra i popoli, in scena dal 22 al 27 agosto a Rimini Fiera. Titoli mai banali, quelli della kermesse storicamente organizzata da Comunione e Liberazione all’interno dell’enorme complesso fieristico di Rimini.
Titolo ancor più forte, quello di quest’anno: una manifestazione che da sempre è stata portavoce di dialogo, incontro, condivisione, promotrice nel mondo di una cultura non di questo mondo, grazie agli incontri, le mostre, gli spettacoli (i punti di ristorazione)… grazie soprattutto alla presenza dei volontari (quest’anno sono circa tremila), che attraverso il loro lavoro gratuito, la letizia e i sorrisi, riescono a garantire che la storia del Meeting possa andare avanti.
I messaggi di Papa Leone XIV e del Presidente Mattarella
Messaggi di saluto e augurio sono arrivati da Papa Leone XIV e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: il Pontefice ha apprezzato, ad esempio, che una delle mostre sia dedicata ai Martiri d’Algeria, nei quali – si legge – “risplende la vocazione della Chiesa ad abitare il deserto in profonda comunione con l’intera umanità, superando i muri di diffidenza che contrappongono le religioni e le culture”, imitando integralmente “il movimento di incarnazione e di donazione del Figlio di Dio”. “Abbiamo bisogno di costruttori di comunità. Costruttori di convivenza, di pace, di partecipazione, di solidarietà. Costruttori di una società capace di governare i mutamenti restando umana nelle fondamenta e nella civiltà. Non possiamo dare per scontate le conquiste che le precedenti generazioni ci hanno trasmesso. Libertà, democrazia, pace, modello sociale, vanno continuamente rigenerati nella fedeltà ai loro presupposti valoriali. Rigenerati e condivisi”, ha scritto invece Mattarella, rifacendosi al titolo.
Dopo l’esperienza dell’anno scorso, noi di Prospettive.eu abbiamo deciso di tornare, stavolta per seguire la manifestazione dall’inizio alla fine: l’incontro inaugurale è già molto indicativo delle intenzioni di questa edizione.
Due madri, un’amicizia più forte dell’odio dei popoli
L’Auditorium isybank allestito al padiglione D3 è stracolmo di gente (“sold out”, si direbbe in altre occasioni), per ascoltare la testimonianza di Layla al-Sheik, madre musulmana e palestinese di Betlemme che ha perso un figlio piccolo, Quesay, nella seconda Intifada, e di Elana Kaminka, israeliana, madre di Yannai, soldato ucciso il 7 ottobre 2023. Due madri, che contro una società che le vorrebbe nemiche e vicendevolmente colpevoli, sono invece diventate amiche, entrando in rapporto grazie all’associazione Parents Circle – un forum che riunisce genitori palestinesi e israeliani che hanno perso dei figli a causa del conflitto – e testimoniano esattamente, grazie alle loro storie, come si costruisce in luoghi deserti con mattoni nuovi, come si genera la speranza lì dove sembra essere tutto polveriera.
“Stiamo soffrendo tutti noi e quando soffriamo ci illudiamo che la forza e la violenza porteranno del bene a qualcuno, ci aiuteranno a uscire da questo pasticcio. Non è vero – ha detto Elana, aggiungendo – “Noi siamo qui sedute, siamo madri, siamo madri che sono diverse dai politici perché noi tendiamo a essere molto pratiche e concrete.”
“Dio è amore. Amore e pace. Nei nostri libri sacri non si parla di omicidi, di uccisione”, ha rimarcato Layla, evidenziando come le scelte politiche intraprese finora siano andate molto controcorrente rispetto a ciò che chiede il cuore umano: la costruzione della pace.
Accanto a loro, oltre alla giornalista di TV2000 Alessandra Buzzetti che modera, c’è anche suor Azezet Kidane, meglio conosciuta come suor Aziza, missionaria comboniana che oggi opera nei territori interessati dalla guerra: “Il perdono è una grazia che si verifica accettando le ferite umane, accettando le proprie debolezze. Si può arrivare davvero, come testimoniano queste donne, a una riconciliazione, alla pace che ognuno di noi cerca ogni giorno.”
L’incontro è integralmente recuperabile qui, ne vale la pena.
Il Meeting è anche un luogo di occasione, per politici e ministri, di misurare la temperatura del loro “termometro elettorale”: tra i padiglioni si scorgono grandi stand allestiti da questo o quel ministero… quasi sempre vuoti. Le mostre, di varia natura e dai temi più disparati (dobbiamo ancora visitarle), sono invece sempre piene. Così come era pieno l’Auditorium, ieri, per l’incontro con Mario Draghi, molto crudo e analitico sul ruolo dell’Unione Europea nello scenario odierno. Lo si può ascoltare qui.
Il meeting è appena iniziato, e il nostro racconto continuerà certamente nei prossimi giorni: serve solo il tempo di carburare e lasciarsi provocare dai tanti eventi che caratterizzeranno gli ultimi giorni d’estate tra i padiglioni della Fiera di Rimini.