«Mi ha colpito quando ha detto che la bellezza non è solo quella esteriore, ma quella del cuore». «È stato bello che abbia parlato delle ragazze e del rispetto che bisogna avere». Sono alcune delle impressioni raccolte dagli studenti dell’Istituto Comprensivo “San Giorgio” di Catania dopo l’incontro con l’arcivescovo Luigi Renna. Una mattinata intensa, preparata con cura e attesa con curiosità, che ha visto gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado confrontarsi apertamente con il loro pastore.
Un dialogo diretto e sincero che tocca il cuore degli adolescenti
La semplicità e la profondità con cui l’Arcivescovo ha saputo parlare hanno sorpreso tutti, a partire dagli insegnanti. «La mia classe è molto vivace – racconta la professoressa Serena D’Urso – eppure i ragazzi sono rimasti catturati per tutta la durata dell’incontro. Ha toccato temi delicati come il femminicidio, il rispetto reciproco tra maschi e femmine, l’amore che non deve diventare possesso. È riuscito a parlare con naturalezza, senza mai essere pesante». Anche suor Claudia, che ha seguito da vicino la preparazione dell’evento, conferma: «Monsignor Renna è riuscito a toccare il cuore dei ragazzi. Non hanno visto solo un vescovo, ma una persona vicina, capace di dialogare con loro sulle cose che vivono ogni giorno: la libertà nelle scelte, le prime relazioni, il desiderio di sentirsi riconosciuti». Proprio questo ha reso l’incontro speciale: la capacità di portare sul tavolo argomenti che spesso restano ai margini della vita scolastica e familiare, ma che per gli adolescenti sono cruciali. Il rispetto, la gentilezza, il valore della bellezza interiore: parole che, come hanno notato i docenti, sono riaffiorate spontaneamente nelle lezioni dei giorni successivi, segno che qualcosa è rimasto. Non sono mancati momenti più leggeri, tra curiosità e sorrisi, con domande che hanno mostrato quanto i ragazzi sentissero di avere davanti qualcuno a cui poter parlare liberamente.
Cartelloni, canti e colori per dire “pace”
La visita ha coinvolto anche i più piccoli della scuola primaria e dell’infanzia, che hanno accolto il vescovo con cartelloni e canti. «I miei bambini avevano preparato un messaggio di pace – racconta l’insegnante Stefania Iachello – sapevano che nel mondo ci sono le guerre, ma hanno imparato che le mani non devono servire a fare male, bensì ad aiutare, accarezzare, abbracciare. Per loro la pace significava proprio questo, e lo hanno espresso con gesti, disegni e un canto corale che ha emozionato tutti». L’Arcivescovo si è fermato con loro, li ha incoraggiati e ringraziati, sottolineando la bellezza della spontaneità dei bambini. «È stato un dono – commenta suor Claudia – perché l’incontro ha lasciato un segno profondo. Non è scontato che accada a scuola, ma i ragazzi hanno bisogno di adulti che sappiano affrontare con loro le grandi domande della vita».