Nel cuore di San Cristoforo riapre un asilo. grazie alla Fondazione Francesco Ventorino. Il racconto dell’inaugurazione del 1°ottobre.

Quando nasce una scuola è sempre festa. Festa che sorride negli occhi dei bambini. Che illumina i volti dei più grandi. Come una sorpresa: il dono inaspettato di un luogo che abbraccia.

Accade a Catania, in un pomeriggio d’autunno. È l’attesa di un nuovo inizio. Quell’attesa carica di una strana allegria che attraversa i portici del cortile al civico 75 di via della Concordia, nel cuore del quartiere San Cristoforo. Sono venuti in tanti, dal quartiere e da altre parti della città, per assistere all’inaugurazione della scuola che il primo ottobre viene ufficialmente presentata alla città.

Una lunga storia

Una festa colma di gratitudine per la riapertura della Scuola dell’Infanzia “Madonna della Provvidenza”, che da settembre ha riaccolto i bambini del quartiere. Una scuola con alle spalle una lunga storia: quella della presenza operosa, da oltre un secolo, delle Suore Serve della Divina Provvidenza. Una presenza che, negli ultimi tempi, per difficoltà di sostenibilità, ha dovuto limitare la propria attività educativa a San Cristoforo. Ma la storia è fatta di incontri e di nuovi rilanci.

Così, dopo aver conosciuto la preziosa esperienza educativa che la Fondazione Francesco Ventorino porta avanti nella scuola “Mammola”, situata nell’altrettanto fragile quartiere di Trappeto Nord, le Suore, con l’incoraggiamento dell’Arcivescovo Mons. Luigi Renna, chiedono alla Fondazione di riaprire insieme la scuola. Un gesto, una mano tesa verso chi guarda la città con la stessa preoccupazione nel cuore: quella di provare a rispondere concretamente all’urgenza educativa che interessa particolarmente Catania.

La grande sfida educativa

«Come è accaduto altre volte, non ci siamo voltati dall’altra parte, ma abbiamo preso sul serio la provocazione che la realtà ci faceva». Sono le parole accorate dell’avv. Michele Scacciante, presidente della Fondazione Ventorino, rivolte alla sala gremita. «Il nostro desiderio è lo stesso di don Francesco Ventorino: che l’apertura di questa scuola sia un gesto di presenza educativa. Qui sta la questione: la nostra Fondazione non sta facendo appena un gesto di carità, ma crediamo fermamente che, citando Hannah Arendt, “l’educazione è il momento che decide se noi amiamo abbastanza il mondo da assumercene la responsabilità e salvarlo così dalla sua rovina”».

In una città come Catania, tra le più colpite dalla dispersione scolastica in Italia, cogliere questa sfida educativa è cruciale per cambiare rotta. «Investire sull’istruzione, sull’educazione è la strada maestra. Perché sono nate queste mura? Per fare del bene a qualsiasi persona, fare del bene al quartiere, ai bambini che vivono in questa zona», racconta con emozione suor Rosalia delle Suore Serve della Divina Provvidenza.

Perché dentro quelle mura riaccade ancora oggi il miracolo di una presenza. Sono i volti commossi di Donata e Annamaria, giovani maestre dell’Istituto Francesco Ventorino, che hanno detto sì con spirito missionario, trasferendo il proprio impegno educativo in via della Concordia. È il volto di Massimo, che a titolo gratuito coordina la scuola. È la dedizione instancabile della maestra Daniela, che guida con esperienza e cura la proposta didattica.

L’arcivescovo: c’è bisogno di educatori

Presenze senza le quali il compito educativo non può riaccadere. Compito a cui guarda con particolare attenzione Mons. Renna, che ricorda: «Bisogna ammettere soprattutto che c’è bisogno di educatori, perché le strutture da sole non hanno mai educato nessuno. L’educazione è un processo che si trasmette da persona a persona. A me interessa che ci siano qui Annamaria e Donata, perché sono loro che educheranno».

Persone. Volti da guardare, con cui giocare, da cui imparare. Presenze che accompagneranno ogni mattina i bambini di “Madonna della Provvidenza” lungo i primi passi di quell’affascinante e delicato viaggio che è la vita.

Con gratitudine. E con la certezza nella Provvidenza, che assista sempre il cammino dell’educazione tra quelle mura ora rinate.

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