Non sempre chi racconta le storie ha la possibilità di raccontare anche la propria. Ma quando accade, l’ascolto si fa silenzioso e attento. È successo nei giorni scorsi negli oratori “Don Bosco” di Biancavilla e “Rosario” di Adrano, dove Giuseppe La Venia, giornalista Rai e inviato del Tg1, è arrivato non con il microfono in mano, ma con un bagaglio di esperienze e una fede custodita come ancora nei giorni di tempesta.

Non è la prima volta che il suo cammino incrocia quello dei ragazzi della diocesi. A volerlo fortemente, in più occasioni, è stato Luigi Renna, arcivescovo di Catania, che ha colto nella sua testimonianza una voce capace di parlare al cuore dei giovani.E Giuseppe ha risposto ancora una volta all’invito.

Ad accoglierlo, due comunità vive: quella dell’oratorio Don Bosco di Biancavilla, guidata da padre Giosuè Messina, e quella dell’oratorio Madonna del Rosario di Adrano, con padre Antonino Portale. Insieme ai ragazzi hanno costruito non una conferenza, ma un vero dialogo: uno di quelli in cui non si recita, ma si racconta e ci si confronta.

La Venia ha parlato della vita dietro l’obiettivo, di come ogni notizia – prima di diventare titolo – è fatta di volti, storie e silenzi. Ha ricordato i giorni difficili dell’emergenza Covid, i reportage nei territori di guerra, la morte di Papa Francesco, la cattura di Matteo Messina Denaro, i terremoti, le crisi. E poi le parole sussurrate nei momenti in cui, laggiù, il mondo sembra fermarsi. «In quei giorni – ha raccontato – arrivavano messaggi da Adrano e dalla provincia etnea. Dicevano che pregavano per me. Non lo dimenticherò mai. Mi hanno dato forza quando la paura bussava».

I ragazzi ascoltavano. Qualcuno annuiva, altri stringevano tra le mani un telefono spento, come se per una volta i social potessero aspettare. Si è parlato di giornalismo, di responsabilità, di rispetto, di verità. Perché dietro ogni notizia c’è una scelta: come guardarla, come raccontarla, come non tradirla.

La Venia ha risposto, ha sorriso, ha ascoltato. Ha spiegato ai ragazzi che, in un tempo dominato da influencer e fake news, cercare la verità è un atto rivoluzionario e umano.

Lo stesso La Venia, che spesso incontra studenti nelle scuole, ha confidato la sua gioia nel poterlo fare anche negli oratori: «Qui – ha detto – le parole sembrano avere più respiro. Sono cresciuto nella parrocchia di San Leonardo, poco distante, e questi luoghi mi sono familiari. Li conosco bene perché ci ho vissuto e in qualche modo ne resto legato. Qui si percepisce ancora l’eco delle preghiere e della vita vera».

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