Sacerdote da 38 anni, tra le ultime ordinazioni di Mons. Domenico Picchinenna, arcivescovo di Catania fino al 1988, padre Ignazio Mirabella ha vissuto e continua a vivere in prima linea il territorio dell’arcidiocesi etnea in tutti i suoi aspetti di complessità sociale e spirituale. Nel suo percorso non sono mancati i ruoli di rilievo nell’ambiente curiale – è stato anche vice cancelliere – sebbene il suo sguardo e le sue azioni siano stati sempre rivolti verso le aree più difficili della città, dove spesso si addensano questioni irrisolte legate a fenomeni di marginalità e di fragilità. “Più che chiamarli quartieri a rischio – spiega don Ignazio -, mi piace definirli impegnativi: sono stato parroco all’Antico Corso, alla Civita, e, nonostante i diversi aspetti problematici di quelle aree, ho avuto un prezioso contatto umano con persone genuine, pure. Assieme abbiamo creato un cammino arricchente per tutti”.
Un impegno pastorale che si è declinato anche in una “scommessa culturale”, come la definisce padre Mirabella, perché “non possiamo limitarci alle situazioni liturgiche, alle pie pratiche, che sono certamente essenziali, ma bisogna anche innescare quel valore culturale che mette in moto l’approccio allo studio, la presenza a scuola, il coinvolgimento delle famiglie”. Parole di impatto in un territorio segnato da indici elevati di dispersione scolastica, disoccupazione e microcriminalità. In questi luoghi, don Mirabella, con la collaborazione dei parrocchiani, ha avviato processi virtuosi che hanno consentito di produrre risultati concreti sulle persone e sul territorio: alla Civita, ad esempio, sono stati realizzati laboratori medici, dopo scuola, cineforum, la colonia estiva per i bambini, ma anche eventi più complessi come le settimane della filosofia. “Trovo essenziale – prosegue il don – stimolare un impegno sulla coscienza, cioè fare in modo che siano gli stessi abitanti a incidere sul quartiere, sulla questione urbanistica. Iniziative che hanno attirato anche l’attenzione dell’Università di Catania, infatti cinque studenti hanno studiato, nelle loro tesi, i processi rigenerativi messi in atto in un quartiere come la Civita proprio nell’ottica del riscatto culturale dei cittadini”.
Da sei anni don Mirabella è il pastore della parrocchia di Santa Maria della Consolazione, nella zona del Borgo, una realtà diversa rispetto alle precedenti vissute da sacerdote con peculiarità specifiche che necessitavano di un’azione mirata. “Una comunità che ho voluto coinvolgere sin da subito – spiega don Mirabella – nella prospettiva evangelica come scommessa culturale, operando nel solco di quanto detto dal nostro arcivescovo, mons. Luigi Renna, che chiede di rivoluzionare un quartiere”. Dalla comunità è ripartito don Ignazio in un percorso, complicato anche dagli anni del Covid, che ha avuto un suo momento condiviso proprio domenica scorsa con l’inaugurazione della facciata restaurata della chiesa parrocchiale, alla presenza dell’arcivescovo Mons. Luigi Renna. “Un momento di grande valenza ecclesiale per tutta la comunità parrocchiale – spiega don Ignazio – che inizierà così il nuovo anno pastorale con la benedizione del nostro arcivescovo. Il ‘Volto Nuovo’ della Consolazione di Catania vuole essere il ‘Volto Vivo’ che si affaccia sulla Città come segno della presenza rivoluzionaria del Vangelo che abita la città attraverso l’impegno dei battezzati come ‘costruttori di città’ e al contempo come ‘costruttori di comunità’ nel segno della ‘partecipazione’ e della ‘fraternità’, come ci dice Giorgio La Pira nel suo libro ‘Le città sono vive'”. Un rinnovamento materiale della struttura, anche dai pericoli strutturali che incombevano sulle attività parrocchiali, che è animato da un segno di rinnovamento e di ricostruzione per la comunità, un invito a fare sempre meglio. “Vedo solitudine, abbandono, soprattutto nei confronti delle persone anziane. Adesso stiamo provando a ispessire le nostre relazioni, i nostri rapporti, per creare quel senso di comunità che passa anche attraverso i gruppi scout, i laboratori evangelici con i catechisti che stanno conducendo un bellissimo percorso di formazione. Crediamo molto nella conoscenza della parola di Dio anche attraverso la creatività che nei bambini è molto importante”. Un impegno quotidiano per sganciare l’appartenenza alla parrocchia dalla semplice partecipazione alla messa settimanale e arricchire il percorso dei battezzati di partecipazione e collaborazione. “Abbiamo belle persone che collaborano ormai da tempo alla costruzione di questa casa comune, segnalo in particolare il gruppo dei 40, sono dei quarantenni che fanno da ponte, da anello di congiunzione, tra i più giovani e i più maturi”.
La storia di don Ignazio Mirabella è solo una delle tantissime esperienze di supporto e aiuto al territorio che offrono i nostri sacerdoti e che possiamo leggere sul portale www.unitineldono.it. Da questo sito (https://www.unitineldono.it/dona-ora/) ricordiamo ai lettori che è possibile aiutare i nostri sacerdoti con un contributo versato a favore dell’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero che è deducibile dal reddito complessivo delle persone fisiche.
