Nel pomeriggio di sabato 26 ottobre la comunità della parrocchia Santa Maria del Carmelo al Canalicchio ha vissuto un’intensa esperienza di fede e fraternità con il pellegrinaggio giubilare alla Cattedrale di Catania.
Ci si è preparati venerdì sera con un incontro di catechesi. Sono stati affrontati temi che toccano la vita quotidiana di ciascuno: l’importanza dell’esame di coscienza alla luce dei Dieci Comandamenti, la necessità di una confessione sincera e liberante, il coraggio di non giudicare l’altro ma di tendergli la mano. Si è sottolineata l’importanza del distacco dalle cose materiali, strumenti di cui servirsi ma mai catene che rendano schiavi. E soprattutto, è stato ricordato che camminare insieme significa pregare non solo per se stessi, ma anche per gli altri, specialmente per chi ha più bisogno. Ci si è interrogati sul significato profondo dell’accoglienza, sulla bellezza e la responsabilità di appartenere alla comunità ed essere famiglia. Sono state spiegate con attenzione le condizioni per lucrare l’indulgenza plenaria, ma più ancora è stato sottolineato come questo pellegrinaggio dovesse essere vissuto con intensità, con il cuore aperto, lasciando che ogni momento diventasse significativo.
Sabato pomeriggio, quattro pullman hanno accompagnato in centro circa duecento persone, altre sono arrivate con i loro mezzi. Presso la Chiesa della Badia di Sant’Agata si è riunito un folto gruppo di pellegrini formato da adulti, bambini e ragazzi della catechesi, più una rappresentanza delle Figlie di Maria Ausiliatrice dell’Istituto “Don Bosco” e delle Suore Domenicane Missionarie di San Sisto dell’Istituto “San Giuseppe”. Tutto il territorio parrocchiale era presente.
Dopo il momento di preghiera iniziale, il gruppo si è avviato in processione verso la Cattedrale, cantando le Litanie dei Santi.
Davanti all’ingresso si è sostato per l’adorazione della croce, poi, in ordine, i pellegrini hanno varcato la soglia, consapevoli di attraversare non solo una porta fisica, ma un passaggio spirituale, un nuovo inizio nella loro relazione con Dio.
All’interno della Cattedrale, la comunità si è raccolta attorno all’altare per la celebrazione eucaristica presieduta dal parroco, don Gabriele Serafica. L’omelia ha richiamato tutti al senso profondo del Giubileo: un tempo di grazia, di riconciliazione, di rinnovamento. Un invito a varcare non solo porte di pietra, ma soprattutto le porte del proprio cuore, per lasciare entrare la misericordia di Dio e farla traboccare verso gli altri.
Dopo la Messa, il pellegrinaggio è proseguito verso un luogo particolarmente caro al cuore di ogni catanese: la cappella che custodisce le reliquie di Sant’Agata, patrona della città. Qui, guidati da Monsignor Barbaro Scionti, i pellegrini hanno vissuto un momento di preghiera di straordinaria intensità.
Le parole del parroco della Cattedrale hanno sottolineato l’importanza della devozione alla Santa Patrona, non come semplice tradizione folkloristica, ma come autentico rapporto di fede con una donna che ha dato la vita per Cristo e che continua a intercedere per la sua città.
L’esperienza del pellegrinaggio ha evidenziato la vitalità della comunità parrocchiale e la sua capacità di coinvolgere diverse generazioni in un cammino di fede condiviso. La partecipazione numerosa e il clima di raccoglimento hanno caratterizzato tutte le tappe, confermando il valore di questi momenti nel percorso spirituale della parrocchia.
Questo non è stato un evento isolato, ma un momento significativo nel cammino di fede della comunità. Ha dimostrato che quando il Popolo di Dio si mette in movimento, accadono cose meravigliose: i cuori si aprono, le distanze si annullano, la fede si rafforza.
E mentre già si pensa ai prossimi appuntamenti, resta viva in ciascuno la consapevolezza che quel sabato di ottobre ha segnato qualcosa di importante: la riscoperta della bellezza di essere pellegrini insieme, sulla strada che conduce al Padre, sostenendosi gli uni gli altri, condividendo la stessa speranza.
