“Ci siamo abituati al rumore dell’albero che cade, ma non sentiamo la foresta che cresce”: con queste parole, Valeria Cifrodelli, volontaria del Banco Alimentare della Sicilia, ha aperto la presentazione della 29° Giornata Nazionale della Colletta Alimentare a Catania, un evento che si terrà il prossimo 15 novembre e che quest’anno è ispirato al tema della “Carità che educa”. L’incontro, svoltosi sabato 8 novembre presso l’Auditorium Caritas San Giorgio – San Dionigi, ha messo al centro non solo il gesto del dono materiale, ma la capacità di narrare storie di speranza e di costruire legami contro la solitudine che affligge le periferie, non solo geografiche ma anche culturali e sociali.
Valeria, con la sua lettera aperta ai direttori dei giornali letta durante l’evento, ha raccontato un’epifania personale: mentre leggeva articoli che dipingono una generazione senza futuro, una società sola e abbandonata, un senso di angoscia l’ha travolta. Ma alzando lo sguardo su una locandina della Colletta Alimentare, ha compreso che esiste un’altra narrazione, fatta di aiuto concreto e comunità. “Ho visto la foresta che cresce nei magazzini del Banco, nelle persone che aiutano e si fanno aiutare. È lì che rinasce l’umanità che voglio raccontare”, ha dichiarato, rivolgendosi ai giornalisti presenti e chiedendo loro di dare spazio a storie di riscatto e solidarietà, come quelle di Michele, che ritrova il sorriso grazie ai pacchi alimentari, o di Alice, che con i suoi figli ha trovato una casa sicura dopo aver lasciato un marito violento.
Carità come educazione ai legami
L’evento, moderato dal giornalista Antonio Leo del Quotidiano di Sicilia, ha visto interventi che hanno approfondito il valore educativo e relazionale della Colletta. Don Nuccio Puglisi, Direttore Caritas Diocesana di Catania, ha sottolineato come la comunità cristiana viva una “profonda crisi narrativa”, ma ha aggiunto che “chiunque si sia avvicinato a Cristo e alla Carità lo ha fatto perché ha incontrato qualcuno che non gli ha parlato di Cristo, ma gliel’ha raccontato attraverso la propria esperienza”. Per don Puglisi, la Carità autentica nasce dall’incontro e dalla relazione: “Non si può creare una relazione con una persona di cui non conosci il nome”. La Colletta, dunque, diventa un laboratorio di legami, un’occasione in cui volontari e assistiti si chiamano per nome e condividono storie, riscoprendo il senso della Vita.
Pietro Maugeri, Presidente di Banco Alimentare della Sicilia, ha aperto i lavori con un richiamo alla gratitudine e alla povertà crescente, sostenuta da 750 organizzazioni territoriali convenzionate. “Dietro ogni pacco consegnato c’è un abbraccio, un ti voglio bene. La Colletta non serve solo ad aiutare, ma a dare una speranza e a ricordare che dietro ognuno c’è un nome”, ha precisato. In un’epoca dominata dalle cronache di guerra, Maugeri ha definito il gesto della Colletta “propedeutico alla pace”, un modo per riscoprire la persona nella sua totalità.
Testimonianze di riscatto e comunità
Massimo Palumbo, volontario della Fondazione Francesco Ventorino, ha portato la sua testimonianza di 53 anni di impegno nella Carità, sottolineando che “le vere periferie sono culturali, sociali, educative e si trovano ovunque, anche in piazza Europa”. La sua storia si intreccia con quella di Khadija, ex beneficiaria del Banco Alimentare originaria del Marocco, che dopo aver ricevuto aiuto è diventata volontaria. “Tutte le persone che abbiamo incontrato sono diventate per noi una bella amicizia. Per questo io e i miei figli abbiamo deciso di partecipare alla Colletta”, ha raccontato, evidenziando la reciprocità del dono.
L’impatto della Colletta sui giovani è stato al centro degli interventi di Alfonso Ruggiero, educatore e docente, e Stefano De Mauro, volontario. Ruggiero ha descritto come questo gesto riesca a coinvolgere anche gli studenti più pigri, diventando “un’esperienza di senso che si raggiunge donando un po’ di sé”, capace di contrastare la solitudine e la mancanza di scopo. De Mauro ha ricordato l’incontro con un ragazzo senegalese che, dopo essere arrivato in Italia su un barcone, ha trovato nella Colletta l’opportunità di restituire l’amore ricevuto, con una passione che gli brillava negli occhi.
Numeri e innovazione nell’Isola
Duilio Favata, Responsabile Colletta Sicilia, ha fornito i numeri dell’edizione 2025: 1.100 supermercati aderenti in Sicilia (+4% rispetto al 2024) e 12.000 volontari. Ha sottolineato che il raccolto della giornata copre solo il 5% del fabbisogno annuale, ma rappresenta un momento chiave per far comprendere l’impegno del Banco Alimentare negli altri 364 giorni. Novità di quest’anno è il progetto Bring the Food, che vedrà la Sicilia come regione pilota: grazie a un QR Code, sarà possibile registrare in tempo reale il raccolto, un’innovazione 4.0 per “fare bene il bene”, in linea con l’insegnamento di Papa Francesco.
Un momento significativo dell’evento sarà l’incontro del 12 novembre, quando un gruppo di giovani volontari del Banco Alimentare incontrerà i minorenni dell’Istituto Penale per Minorenni di Catania Bicocca, trasmettendo loro il valore della Colletta e invitandoli a parteciparvi, nel rispetto delle regole. Questo gesto testimonia l’impegno a “sconfinare” dalle periferie, portando al centro la persona e la sua dignità.
Un invito a partecipare e raccontare
La Colletta Alimentare 2025 si annuncia così come un’occasione per riscrivere il presente, un invito a tutti – giornalisti, cittadini, istituzioni – a guardare oltre il rumore dell’albero che cade e a prestare attenzione alla foresta che cresce. Come ha concluso Valeria nella sua lettera, “se per caso dovesse mancarle l’ispirazione per scrivere, direttore, venga nel nostro magazzino il 15 novembre. Le racconteremo la Storia di quelle centinaia di scatole sugli scaffali, di un’Italia sensibile unita per chi fa fatica, della gioia della gratuità, del miracolo del dono”. Un’umanità da respirare, una narrazione da diffondere. E voi, siete pronti a raccontarla?