A Catania, città-frontiera del Mediterraneo, dove l’incontro tra culture è quotidiano e spesso complesso, da oggi si aprono ufficialmente a Catania i lavori del Convegno Nazionale Unedi, promosso dall’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Cei. Delegati provenienti da diocesi di tutta Italia si sono riuniti in città per dare avvio a un percorso di riflessione e confronto dedicato a “La via italiana del dialogo”, tema portante dell’edizione 2025.

Il convegno nazionale dell’Ufficio Ecumenismo della Cei

A introdurre il cammino sarà Monsignor Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, che guiderà i partecipanti attraverso i cinque assi tematici del convegno: la forma dialogica della Chiesa, l’annuncio condiviso del cristianesimo nelle sue diversità, la presenza delle religioni nello spazio pubblico, laicità e pluralismo, e infine le sfide concrete del dialogo ecumenico oggi.

La metodologia scelta per questo appuntamento è quella laboratoriale: i delegati, divisi in due gruppi, saranno accompagnati da esperti e facilitatori in un percorso che alterna spazi di riflessione personale, lavoro a piccoli gruppi e confronti assembleari. A condurre i momenti di approfondimento saranno don Armando Nugnes e il prof. Marco Dal Corso, che introdurranno rispettivamente i temi della vocazione dialogica della Chiesa e del ruolo delle comunità credenti in uno spazio pubblico plurale.

Il convegno prevede inoltre momenti di testimonianza, tra cui l’incontro con padre Guido Bertagna SJ e il racconto dell’esperienza del Centro Astalli, realtà da anni impegnata nell’accompagnamento dei migranti e dei rifugiati. La serata culturale aperta alla diocesi, prevista per domani al Museo Diocesano, riunirà i professori Luca Diotallevi, Vincenzo Buonomo e Giuseppina De Simone per una riflessione a più voci su “Sinergie per il futuro”.

Non soltanto un appuntamento ecclesiale, ma un atto di responsabilità verso il Paese. Riflettere su “come dire insieme il cristianesimo” e su come le religioni possano abitare lo spazio pubblico senza contrapposizioni significa dare voce a un’esigenza profonda della società italiana: la necessità di costruire ponti, riconoscere l’altro, custodire la pluralità come ricchezza e non come minaccia.

Il cuore spirituale del convegno sarà segnato dalle celebrazioni eucaristiche presso la Badia di Sant’Agata: la prima presieduta da Mons. Olivero nella giornata di oggi e la seconda, conclusiva, domani, dall’arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna.

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