Il Concilio Vaticano II promulgava la Costituzione dogmatica sulla Chiesa “Lumen Gentium” (Cristo luce delle genti) il 21 novembre 1964. Il documento vuole illuminare gli uomini con la luce di Cristo che risplende sul volto della Chiesa, illustrandone la natura a partire da una domanda, formulata dai Padri conciliari: “Chiesa cosa dici di te stessa?”. Infatti, il testo tocca gli aspetti principali della realtà della Chiesa come mistero, popolo di Dio, gerarchia, laicato, vocazione universale alla santità, religiosi, realtà escatologica, Maria madre della Chiesa. Nel suo disegno salvifico universale, il Padre ha voluto rendere partecipi tutti gli uomini della sua vita divina, perciò la Chiesa è “un popolo adunato nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Infatti, Dio ha voluto salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma costituendo di loro un popolo. Pertanto, “non può avere Dio per Padre, chi non ha la Chiesa come Madre(non si può dire: Cristo sì, la Chiesa no). Infatti, la Chiesa è santa (per lo Spirito) e, allo stesso tempo, peccatrice, bisognosa di purificazione (per la presenza di noi tutti peccatori). Nonostante ciò, come dicevaPaolo VI, dobbiamo amare la Chiesa e sentirci coinvolti nella sua vita e nella sua missione. Il popolo di Dio comprende pastori e fedeli: dal Papa fino all’ultimo battezzato. A tal proposito è significativo ciò che dice S. Agostino: “Se mi spaventa l’essereper voi, mi rassicura l’essere con voi. Perché per voi sono vescovo, con voi sono cristiano. Quello è nome di ufficio, questo di grazia; quello è nome di pericolo, questo di salvezza”.

Non ci sono cristiani di serie B

Laici ovvero cristiani di «serie b»? Fino al Vaticano II il laicato era considerato «gregge silenzioso e passivo», come denunciava Mons. E. J. Primeau, vescovo di Manchester, in un suo intervento al Concilio. Il presule, poi, pittorescamente, riassumeva con quattro verbi i doveri del laico:«credi, prega, ubbidisci e paga». La domanda d’obbligo da porre, senza falsi pudori, è se, dopo 60 anni dal Vaticano II, ci siano ecclesiastici ignari di ciò che implica il valore del laicato cristiano, e che ancora custodiscono il modello di Chiesa piramidale, dove il laico è considerato un soggetto di rango inferiore. Eppure Lumen Gentium ha evidenziato che, in forza del battesimo, i laici partecipano dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, e per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria di tutto il popolo cristiano attraverso le attività quotidiane, rendendo testimonianza a Cristo: nella vita familiare, nel lavoro, nel campo economico, nel tempo libero, nell’impegno sociale e politico. Da ciò scaturisce la necessità della formazione alla fede per approfondire la Rivelazione. Infatti, il carattere secolare è specifico dei laici e ciò implica che devono cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio, contribuendo, come fermento, alla santificazione del mondo. In definitiva, la partecipazione dei laici alla vita e alla missione della Chiesa è fondamentale perché la forza del Vangelo risplenda nella vita quotidiana, familiare e sociale.  I pastori, a loro volta, devono riconoscere i ministeri e i carismi dei laici perché  cooperino al bene comune. Inoltre, il sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio ministeriale, quantunque differiscano essenzialmente e non solo di grado, sono tuttavia ordinati l’uno all’altro. Papa Francesco afferma: “Chiesa in processo sinodale significa: tutti partecipano, nessuno al posto degli altri o al di sopra degli altri. Non ci sono cristiani di prima e di seconda classe, tutti sono chiamati”. Riecheggiano le parole di Vittorio Bachelet: “…i laici si sono sentiti talora considerati un po’ come cristiani di seconda categoria, chiamati nella Chiesa solo ad ascoltare e passivamente eseguire”.

Corresponsabilità nella missione

Invece, secondo il Concilio, i laici dovrebbero considerare la guida della gerarchia “non come una sorta di scarico della propria responsabilità”, bensì come una chiamata ad una “attiva corresponsabilità” nella missione della chiesa (Scritti ecclesiali, p 421).  “La comunione ecclesiale si configura come una comunione «organica», analoga a quella di un corpo vivo e operante, caratterizzata dalla compresenza della diversità e della complementarietà delle vocazioni e condizioni di vita, dei ministeri, dei carismi e delle responsabilità. Per questa diversità e complementarietà ogni fedele laico è in relazione con tutto il corpo e ad esso offre il proprio contributo” (Giovanni Paolo II). Oggi queste idee sono espresse con il termine “sinodale”, che indica un popolo che “cammina insieme”.

7 commenti su “I laici nella missione della Chiesa alla luce della Lumen gentium

  1. Il punto focale, ancora ai nostri giorni, è il deficit di formazione iniziale e continua sia nei pastori che nei laici sul tema del sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio ministeriale.

    1. Non condivido. È ingeneroso generalizzare ! Nella mia Parrocchia ancor prima dell’ incoraggiamento al Cammino Sinodale di Papa Francesco laici e religiosi hanno gestito insieme formazione e evangelizzazione, uscendo dal perimetro formato dai muri della Chiesa e incontrando molte persone.
      In più oggi abbiamo anche due parrocchiane che dopo due anni di formazione hanno ricevuto il ministero di Accolito e Lettore.

  2. A mio modesto parere , manca la formazione e il dialogo da parte di tutti . Infatti preghiere , Messa e altre attività per grandi e piccini se non accompagnate da una corretta informazione e non ci si parla , si crea una preparazione non adeguata da poter trasmettere al nostro prossimo.

  3. Il cammino sinodale proposto e voluto da Papa Francesco in questi ultimi anni ha visto laici e religiosi collaborare.
    D’altra parte tutti i battezzati facciamo parte del Popolo di Dio, come recita il Codice Canonico, e siamo obbligati a evangelizzare ogni luogo da noi vissuto, anche solo occasionalmente.
    Frequentare la parrocchia è un arricchimento.

  4. Negli ultimi anni il Cammino Sinodale proposto e voluto da Papa Francesco ha visto laici e religiosi collaborare con impegno e responsabilità per il bene comune.
    D’altra parte i battezzati come Popolo di Dio secondo il Codice Canonico abbiamo l’obbligo di evangelizzare in ogni occasione.
    Frequentare le Parrocchie è un arricchimento.

  5. Papa Francesco, in quest’anno giubilare, diceva che la famiglia deve compiere un pellegrinaggio ogni giorno, sia pure nell’ ambito ristretto dei suoi componenti. E ciò perché, anche se essi sono laici, costituiscono una piccola comunità che vive la ” sacralità ” familiare. Infatti, in che cosa deve distinguersi la laicità, vissuta secondo i valori cristiani, rispetto al presbiteriato? I laici e gli ecclesiastici hanno un comune modello di vita. Il problema è quanto esso sia seguito dagli uni e dagli altri. Oggi, i modelli esistenziali sono spesso futili, se non dannosi. Occorrerebbe un ” riarmo morale “, che, però, non vedo all’ orizzonte. E, tuttavia, come dice Piero Sapienza, il ruolo dei laici è importante e il Concilio Vaticano II lo mette in rilievo. Forse la Chiesa potrebbe meglio mettere in evidenza il valore di esso, impegnando i nuovi sacerdoti in questo compito, visto che non sempre la memoria del messaggio conciliare li aiuta .

  6. Si scrive per esperienza diretta e personale; infatti nella mia Parrocchia e in alcune limitrofe il cammino sinodale , cioè gestire l’evangelizzazione insieme laici e religiosi , voluto da Papa Francesco, era già in atto almeno dall’ anno 2000, quando Papa Giovanni Paolo II propose degli incontri nei condomini e il cammino sinodale scaturisce anche in attività parrocchiali come la Formazione condotta dalla Pastorale della Famiglia.
    D’altra parte il Codice Canonico stabilisce che tutti i battezzati abbiamo la responsabilità di portare il significato della Parola in ogni contesto sociale,sostenuti dalla guida dei sacerdoti e insieme a loro.
    Nella mia Parrocchia la Formazione è arricchita settimanalmente dalla Lectio Divina e la partecipazione è aumentata anche da persone di altre parrocchie.

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