“Andremo con gioia alla casa del Signore”. Con queste parole, tratte dal Salmo 121, Papa Leone XIV ha accolto circa 60 mila pellegrini tra cantori e fedeli provenienti da tutti i Paesi del mondo. Un giubileo, quello dei Cori e delle Corali, culminato nella celebrazione eucaristica del 23 novembre in Piazza San Pietro proprio nella solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo. E ad imitazione di Cristo, mite e umile di cuore, il Pontefice ha esortato chi ha ricevuto il talento del canto per accompagnare i fratelli nel loro percorso di fede e speranza con il cuore pieno di misericordia e di amore, fonte del canto di lode.

All’appuntamento giubilare, abbracciata dal maestoso colonnato berniniano, era presente anche una nutrita rappresentanza dei cori dell’Arcidiocesi di Catania accompagnata da Padre Francesco Abate, responsabile della sezione Musica Sacra dell’Ufficio Liturgico: la Schola Cantorum “Don Salvatore Romeo” e il coro parrocchiale “Nello Sangiorgio” della Chiesa Madre di San Nicolò di Bari di Trecastagni, la Corale “Maria Immacolata” di Santa Venerina, la Schola Cantorum “Aetnensis” di Zafferana, che nel pomeriggio del 21 novembre ha offerto un concerto giubilare presso la Basilica di Sant’Andrea delle Fratte, il Coro della Parrocchia “Santa Maria della Consolazione” di Mascalucia e la Corale “Canticum Vitae” della Parrocchia Sant’Antonio Abate di Belpasso.

L’itinerario dei cori catanesi ha avuto inizio nella giornata di venerdì 21 con la visita della Necropoli Vaticana, ubicata sotto la navata centrale della Basilica di San Pietro, ricca di antiche sepolture romane e paleocristiane, compresa quella dove si presume siano stati rinvenuti i resti mortali dell’apostolo Pietro, e delle quattro Porte Sante di Roma presso le quattro basiliche papali maggiori: San Pietro in Vaticano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura e San Giovanni in Laterano. In quest’ultima, nonostante il maltempo che ha colpito la capitale nella sera del 21 novembre, il gruppo dei cori catanesi ha partecipato alla “Notte in Cattedrale”, un momento di riflessione e dialogo dedicato ai giovani della diocesi e guidato dal Cardinale Vicario Mons. Baldo Reina, culminato con l’adorazione eucaristica animata dal Coro della Diocesi di Roma diretto da Mons. Marco Frisina. «La nostra beatitudine – ha affermato Mons. Reina – non è l’assenza di problemi, ma sapere che dentro le nostre paure c’è Dio che si intreccia con la nostra vita, che diventa il complice della nostra felicità, l’alleato della nostra pace, il sostenitore misterioso dei nostri progetti di fede. […] Le beatitudini sono un invito ad andare controcorrente […] in un mondo che mostra ogni giorno violenza, indifferenza e disuguaglianze, e i giovani sono chiamati a scegliere la strada della beatitudine, quella che costruisce pace, speranza e futuro».

Nella giornata dedicata alla memoria di Santa Cecilia, protettrice di musicisti e cantori, la delegazione catanese ha partecipato presso la Basilica Vaticana di Santa Cecilia in Trastevere alla celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, titolare della basilica, e animata dal Coro della Cappella Sistina con la promessa dei Pueri Cantores e l’omaggio del Comune di Roma.

Un viaggio spirituale di riscoperta del dono salvifico della musica e del canto liturgici vissuto in nome dell’amicizia e dell’incontro con cori appartenenti a realtà diverse e a luoghi distanti tra loro, ma accomunati dallo stesso spirito di servizio e di amore per la Chiesa di Cristo e dei suoi figli, così come  ha ricordato il Papa citando Sant’Agostino: “Cantare amantis est, cantare è proprio di chi ama.”.  “È un ministero – ha esortato Papa Leone XIV durante l’omelia domenicale – che richiede disciplina e spirito di servizio, soprattutto quando bisogna preparare una liturgia solenne o qualche evento importante per le vostre comunità. Il coro è una piccola famiglia di persone diverse unite dall’amore per la musica e dal servizio offerto. Ricordate, però, che la comunità è la vostra grande famiglia: non le state davanti, ma ne siete parte, impegnati a renderla più unita, ispirandola e coinvolgendola. […] il coro è un po’ un simbolo della Chiesa che, protesa verso la sua meta, cammina nella storia lodando Dio. Anche se a volte questo cammino è irto di difficoltà e di prove, e ai momenti gioiosi se ne alternano altri più faticosi, il canto rende più leggero il viaggio e reca sollievo e consolazione. Impegnatevi, dunque, nel trasformare sempre più i vostri cori in un prodigio di armonia e di bellezza, siate sempre più immagine luminosa della Chiesa che loda il suo Signore”.

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