di Francesco D. Tosto

In data 29 novembre 2025 è stata inaugurata presso l’Istituto Salesiano San Francesco di Sales di Catania l’Associazione Maria Nigro: la grammatica dell’anima. Essa ha per finalità la promozione e lo sviluppo della personalità dei giovani attraverso l’espressività e la creatività esistenti in ogni tipo di attività socio-culturale, sia essa letteraria, artistica, musicale, teatrale, cinematografica o sportiva; intende inoltre rivolgersi soprattutto agli ambienti educativi e si propone di privilegiare come destinatari soggetti talentuosi ma impediti da difficoltà economiche o di altro genere.

L’Associazione è dedicata alla prof.ssa Maria Nigro, docente di Lettere che nel corso della sua attività professionale ha saputo coniugare con semplicità e impegno cristiano l’attività didattica con un alto spirito di accoglienza e affabilità, virtù necessarie alla crescita e alla formazione dei giovani in età adolescenziale.  Attraverso il carattere solare e coinvolgente riusciva empaticamente a comprendere le difficoltà altrui e ad infondere autostima in chi si mostrava irretito da un’innata precarietà sociale e desiderava il riscatto come svolta e cambiamento di prospettiva.

Il titolo dell’Associazione, La grammatica dell’anima, non riguarda comunque solo il mondo della scuola; essa consiste in una dimensione spirituale che si traduce nelle varie manifestazioni e attività umane. La grammatica, infatti, è la carta d’identità di una lingua, ha le sue regole senza le quali non è possibile svolgere una chiara comunicazione ma anche l’anima ha le sue regole fatte di eleganza interiore, di saggezza, di condotta corretta, di garbo nelle relazioni. Pertanto essa richiede ascolto interiore; è un’intelligenza sottile che coglie il senso profondo della gratitudine, dell’altruismo, valori che richiedono sacrificio, spirito di servizio, di comunità. Una grammatica spirituale che intende dare un senso all’esistenza e che avverte la nostalgia del silenzio, della riflessione interiore in questo mondo veloce, rumoroso, e diventa stile di vita contro l’arroganza, la frenesia che impedisce di abitare sé stessi.

Tali pensieri, ricavati dall’insegnamento offertoci da Maria Nigro, richiedono una profonda sintonia con il proprio essere prima che con gli altri, uscendo dai parcheggi professionali e spirituali e dando alla propria vita una direzione. La persona che crede nella grammatica dell’anima è libera, può agire, non solo re-agire, può creare qualcosa che prima non c’era, evitare gli stereotipi e vestirsi di creatività. Maria Nigro, con le sue inevitabili stanchezze, con i suoi scoraggiamenti, ha amato i giovani frequentanti scuole di periferia e durante la difficile adolescenza, giovani a volte senza famiglia, senza il necessario, senza ascolto. Essi avevano bisogni speciali e richiedevano insegnanti speciali. E Maria lo è stata in silenzio, senza mai ostentare, regalando i suoi occhi e quel sorriso che riusciva a rallegrare ogni compagnia e se era velato da una sfumata malinconia è perché essa è inseparabile dalla bellezza.

L’Associazione ha la speranza di poter dare un piccolo contributo a questa causa, in quanto la speranza non è futuro, non è attesa stagnante, non è uno sterile ottimismo, è costruzione di un progetto di vita nel presente, volontà di incidere adesso per poi raccogliere domani i frutti coltivati e costruiti per un atto d’amore. Di conseguenza verranno organizzati a questo proposito eventi culturali che possano dare concretezza alle idee espresse e alle normali attese. Verrà attivato un premio letterario, che partirà a gennaio con premiazione dei vincitori a maggio sul tema (Vorrei dirvi: Lettera aperta ai proff.); e ancora, un confronto didattico tra genitori, alunni e docenti; una tavola rotonda che tratti le esigenze degli studenti impediti da problemi fisici e mentali; nonché serate di musica, canto e teatro per verificare e trasmettere la grammatica dell’anima anche attraverso l’arte. In tal modo i giovani potranno arricchirsi di nuovi stimoli e trasformare anche le loro esperienze negative in fattori potenzianti.

La serata di inaugurazione, presentata da Ruggero Sardo, è stata aperta dalle note al pianoforte del Preludio in mi minore di Chopin da parte della pianista Norma Viscusi e inoltre dai saluti del Direttore dell’Istituto Salesiano, Don Domenico Muscherà, e da S.E. Mons. Salvatore Gristina, Arcivescovo Emerito della Diocesi di Catania.  Dopo ha preso la parola il sottoscritto, Presidente dell’Associazione, che rivolgendosi alla comunità dei presenti ha rivolto l’invito a leggere il mondo con occhi educati all’anima e a saper coniugare il Noi come accoglienza dell’alterità. Nell’immediato è stata consegnata una targa ricordo agli Istituti che hanno collaborato con l’Associazione e precisamente, oltre che dal già menzionato don Domenico Muscherà, dai seguenti docenti e dirigenti: Patrizia Finocchiaro per il Liceo scientifico G. Galilei; Elisabetta Pistorio per Il Liceo Lombardo Radice; Michela Di Giunta, vicepreside dell’Istituto Comprensivo Deledda-Coppola; Stefania Russo per il Liceo Valdisavoia; Angela Pistone, Dirigente del Liceo Artistico E. Greco; Antonella Maccarrone per l’Istituto Maria Ausiliatrice; Nella Inserra, Presidente Fildis. Anche lo Studio Teologico San Paolo ha offerto la sua collaborazione all’Associazione.

Ogni anima che ha imparato lascia traccia e sono le sue parole scritte nei cuori, come testimoniato in video e in presenza da ex allievi di Maria Nigro, da colleghi e amici. Tra di essi il medico, Dott.ssa Marina Zappalà, che ha ripercorso l’itinerario di un’amicizia profonda con la suddetta, e dell’attore Tuccio Musumeci, che ha condiviso con il pubblico un tenero ricordo legato a Maria bambina.

La grammatica dell’anima si scrive con i verbi del sapere: imparare, credere, trasmettere e con il rispetto del diritto, del dialogo e della bellezza, che costituiscono la punteggiatura del vivere. Su tale orientamento si sono articolati gli interventi di Gabriella Chisari, già Dirigente scolastico, Mario Brancato, avvocato, Giuseppe Tosto, psicologo e psicoterapeuta e Pasquale Almirante, giornalista e scrittore. Essi hanno parlato, nell’ordine, della scuola come comunità viva, della giustizia e del diritto di difesa, dell’educazione agli affetti nelle scuole e dell’arte della comunicazione. I loro interventi sono stati intervallati dalla lettura di poesie dedicate a Maria Nigro, scritte dai familiari e declamate dall’attrice Barbara Cracchiolo, nonché dal pianista Dario Rapisarda, che ha eseguito il Praeludium 8 BWV 853 di J.S. Bach.

La serata è stata allietata da momenti musicali e di recitazione con l’intento di esprimere i racconti della nostra terra e gli accenti dell’anima. Nello specifico, sono intervenuti i Bellamorea, duo di cantautori, che hanno interpretato un’emozionante canzone in dialetto dal titolo O Matri mia; così come Alfio Patti, aedo dell’Etna, ha eseguito alla chitarra brani del patrimonio canoro isolano; infine il puparo Alessandro Napoli ha narrato la storia medievale di Evangelina e Ideo selvaggio, una storia sul ruolo della donna nell’Opera dei pupi siciliani.

Ogni viaggio dell’anima finisce con un punto di luce e la manifestazione si è conclusa con la presentazione del libro: Negli occhi il mare di Ognina, che il Presidente dell’Associazione ha scritto e dedicato alla moglie, un testo che tratteggia la figura privata e professionale della donna e che contiene numerose testimonianze in memoria rilasciate dai figli, nonché da alunni, colleghi, amici e parenti. Sulle note dell’Aria Casta Diva, suonata al piano ancora da Norma Viscusi ha avuto termine un così emozionante viaggio tra parola, musica e memoria, alla ricerca del linguaggio interiore che unisce educazione, arte e spiritualità.

Nella quarta di copertina del libro dedicato a Maria Nigro così si legge:Hai donato in famiglia e nel lavoro la tua semplicità come un atto d’amore, una disposizione spirituale e costante. Hai donato a scuola il tuo aiuto anche ai più ribelli, a coloro che non conoscevano la parola amore, e lo hai fatto senza mai ostentare. Ti bastava offrire quel tuo sorriso che riusciva a rallegrare ogni compagnia, e se era velato da una sfumata malinconia è perché essa è inseparabile dal bello. La grammatica della tua anima era espressa dai tuoi occhi. Dicevi che erano di tuo padre, e ne andavi fiera, perché avevano il colore del mare di Ognina, ora brillanti ora cangianti e dolenti. Spetta a chi ti ha conosciuto ricavare dal tuo esempio nuove ragioni per dare armonia e senso alla propria vita.

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