C’è un modo autentico per raccontare il Natale senza ridurlo a una sequenza di canti e interventi: partire dai gesti, da ciò che resta quando le parole finiscono. È da questa prospettiva che va letto il Natale solidale vissuto nella chiesa di Maria SS. del Carmelo al Canalicchio, frutto della collaborazione tra l’Istituto Comprensivo “Italo Calvino” e la comunità parrocchiale.

Non una recita natalizia, né una celebrazione formale, ma un racconto corale costruito attorno a un’idea semplice e impegnativa: educare al dono come forma di responsabilità. Il cuore dell’incontro non è stato un discorso, ma un gesto condiviso: la raccolta e la consegna di beni di prima necessità e di giocattoli destinati alle famiglie seguite dalla Caritas parrocchiale. Un’azione che ha dato sostanza al Natale, sottraendolo alla dimensione simbolica per restituirlo alla vita quotidiana.

«Quando i ragazzi imparano a donare, imparano anche a guardare l’altro», ha sottolineato il parroco, padre Gabriele Serafica, ringraziando con forza la scuola e le famiglie per la generosità dimostrata. Un ringraziamento esteso alla Caritas parrocchiale, che – ha ricordato – «ogni giorno trasforma questi gesti in aiuto reale e pratico per chi vive situazioni di difficoltà».

Attorno a questo nucleo si è sviluppato il racconto dell’evento, intrecciando linguaggi diversi senza mai perdere il filo conduttore. La musica, affidata ai ragazzi, ha aperto spazi di ascolto e riflessione: da “Alleluia” di Leonard Cohen a “Imagine” di John Lennon, fino ai canti più festosi e alla tradizione di “Tu scendi dalle stelle”. Un accompagnamento che ha dato voce a temi come la pace, la condivisione, il desiderio di un mondo più giusto.

Le riflessioni degli studenti della scuola secondaria e le poesie della primaria hanno restituito uno sguardo plurale sul Natale: parole diverse per età e sensibilità, ma unite dalla stessa consapevolezza. Nei testi dei ragazzi è emersa l’idea di un Natale che chiede scelte, attenzione, capacità di accorgersi di chi resta ai margini. Nei più piccoli, la semplicità di frasi e versi ha reso ancora più evidente la forza educativa del gesto del donare, culminata nella consegna dei giocattoli destinati ad altri bambini.

Il dirigente scolastico, prof. Impellizzeri, ha richiamato esplicitamente questa dimensione pedagogica, ricordando come «Iniziative come questa aiutano i ragazzi a comprendere che la solidarietà non è un concetto astratto, ma un comportamento che si apprende e si pratica. Iniziative come queste aiutano ed educano i ragazzi a costruire un mondo più giusto, un mondo di pace». Un passaggio che ha chiarito il senso profondo della collaborazione tra scuola e parrocchia: non sommare eventi, ma costruire percorsi educativi condivisi.

La presenza del gruppo di suonatori Colapesce ha arricchito l’incontro con un momento di forte radicamento culturale. Attraverso stornelli e racconti della tradizione siciliana, i musicisti hanno riportato al centro il valore della memoria e dell’identità popolare, mostrando come il Natale sia anche racconto di comunità e trasmissione di storie.

Il Natale solidale, giunto quest’anno alla sua seconda edizione, si è così configurato come un’esperienza unitaria, più che come una successione di momenti. Un Natale che ha scelto di misurarsi con la povertà e la fragilità, affidando ai ragazzi un messaggio esigente: donare non è un’aggiunta alla festa, è il modo più autentico per viverla.

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