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C’è una vocazione che non nasce in sacrestia, ma nei luoghi feriali della vita: nel lavoro, nelle relazioni, nelle scelte concrete. È da lì che prende forma il cammino di padre Alfio Carbonaro, sacerdote della Diocesi di Catania e direttore dell’Ufficio di Pastorale Sociale e il Lavoro. Una vocazione adulta, maturata lentamente, come un innamoramento che cresce nel tempo. «La vocazione non è un fulmine – racconta – ma un innamoramento più forte di quello verso un’altra persona: è l’innamoramento verso il Signore». Quando inizia a percepirla, padre Alfio lavora già da anni, ha fatto il servizio militare, ha vissuto esperienze affettive ed è fidanzato. Non è un frequentatore assiduo della parrocchia, anzi si definisce la “pecora nera” di una famiglia praticante. Eppure, proprio lì, nella quotidianità del lavoro e nella domanda sul senso della propria vita, si insinua una chiamata silenziosa: cosa chiede Dio? matrimonio o una vita diversa?
Il discernimento è paziente, accompagnato, mai forzato. Un passaggio decisivo avviene durante un’esperienza di deserto e silenzio a Cuneo, nella comunità fondata da padre Andrea Gasparino. È lì che decide di iniziare un cammino di verifica vocazionale, senza certezze prefabbricate, ma con una disponibilità radicale all’ascolto.
Per Padre Alfio, essere sacerdote oggi significa innanzitutto servizio. «Prima si diventa diaconi, e quel servizio non viene cancellato dal sacerdozio, ma portato a compimento».
Il ministero sacerdotale è conformazione a Cristo che si dona: come il cero pasquale che si consuma per fare luce, il sacerdote è chiamato a consumarsi per l’altro. Celebrare i sacramenti non è un fine in sé, ma un atto profondamente relazionale, orientato al bene del prossimo.
Questa visione prende concretezza nella sua parrocchia, collocata in una delle periferie più difficili di Catania: una periferia geografica ed esistenziale insieme. Dispersione scolastica, “mamme bambine”, spaccio, delinquenza diffusa: un contesto che, se letto solo attraverso le sue ferite, rischia di apparire senza speranza. Eppure, padre Alfio rifiuta lo sguardo catastrofico. «Ci sono tante persone oneste, famiglie che lavorano, che vivono con dignità. Sono loro che vanno sostenute, perché diventino modello e spinta per il cambiamento».
Scuola, parrocchia, oratorio, istituzioni: l’educazione è la chiave. Nei quartieri del settimo vicariato – Librino, Villaggio Sant’Agata, Zia Lisa, Monte Po, Fossa Creta, San Giorgio – la sinergia tra Chiesa e municipalità è fondamentale. I sacerdoti partecipano ai consigli di quartiere, condividono responsabilità, costruiscono alleanze. «C’è tanta voglia di cambiare – dice – e l’operato buono, anche quando sembra fragile, prevale sempre».
Questa attenzione al territorio si riflette anche nel suo ruolo di direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro, un ufficio complesso, soprattutto in una diocesi come Catania. Padre Alfio ha scelto di strutturarlo in grandi aree: lavoro e diritti, giustizia e pace, salvaguardia del creato. Attorno a ciascun ambito ha costruito reti competenti: associazioni datoriali e sindacali, magistrati, avvocati, realtà come Libera e Pax Christi, tecnici dell’energia, associazioni ambientaliste.
Una Chiesa che non improvvisa, ma studia, dialoga, si forma. Il lavoro, in questa prospettiva, non è solo occupazione, ma dignità. La cura del creato non è slogan, ma scelta strutturale che passa dalle comunità energetiche alla transizione ecologica. In questo quadro si inserisce anche il Progetto Policoro, come cerniera tra giovani, formazione e futuro.
Accanto a questo lavoro, la diocesi ha dato vita all’Istituto di Formazione dell’Impegno Sociale e Politico Sant’Agata, uno spazio di formazione alla partecipazione democratica e all’impegno civico: padre Alfio Carbonaro fa parte del direttivo, mentre il coordinamento è affidato all’ex prefetto di Catania Claudio Sammartino, in un percorso che mette al centro le persone e le sfide concrete del territorio. «Mettere al centro la partecipazione – conclude – significa rimettere le persone al cuore della democrazia». È forse questa la sintesi del suo ministero: una fede che non fugge dal mondo, ma lo attraversa; una Chiesa che sceglie di stare nelle periferie non per eroismo, ma per fedeltà al Vangelo. Consumarsi, sì. Ma perché altri possano vivere.


Non c’è dubbio,
effettivamente, una vocazione innata la Sua, aperto al dialogo con il mondo del lavoro , con la grande dote di saper ascoltare la voce del sindacato!
La nostra comunità sindacale ( CISAL CATANIA) , in più occasioni, ha avuto modo di incontrare Padre Alfio Carbonaro che peraltro, abbiamo avuto l’onore di avere come ospite al Congresso Provinciale della Confederazione che si è celebrato il 17 Ottobre 2025 presso il Seminario Arcivescovile dei Chierici, al quale evento, ci ha omaggiato della Sua presenza, l’Arcivescovo metropolita di Catania, Mons. Rev. Luigi Renna.
Cordiali saluti
F.to
Giovanni Lo Schiavo
( Segretario Generale Cisal Catania)