Nei percorsi di Dottrina sociale della Chiesa tenuti nella Diocesi di Catania, con cadenza settimanale da ottobre scorso, nell’ambito del Forum Leone XIV e delle parrocchie Cristo Re e S. Maria della Salute, è stato approfondito il tema della Pace, dalla Pacem in terris di Giovanni XXIII, fino ai molteplici interventi di Leone XIV, che afferma: Il mondo non si salva affilando le spade”. I partecipanti, accogliendo l’appello della CEI: “occorre sempre parlare di Pace per educare il mondo ad amarla”, hanno redatto il documento “Giustizia e Pace si baceranno” per diffondere le riflessioni scaturite nei tavoli di lavoro.

L’arcivescovo Renna ha voluto firmare il testo, che ha registrato l’adesione di 65 partecipanti e dei parroci don Catalano e don Mazzeppi. Solo la giustizia potrà edificare la pace, infatti “frutto della giustizia è la pace” (Is. 32,17). Pertanto, “uno Stato che non fosse retto secondo giustizia si ridurrebbe ad una banda di ladri” (S. Agostino), dove prevale non il diritto ma la legge del più forte.

La debolezza invita l’aggressore, la forza allontana l’aggressore”, è l’affermazione della Premier Meloni non condivisa nel documento che, attingendo al Magistero sociale, dimostra che la “la pace di Gesù risorto è disarmata, perché disarmata fu la sua lotta, entro precise circostanze storiche, politiche, sociali”, come si evince dalle parole di Gesù a Pietro: Rimetti la spada nel fodero” (Gv 18,11), come nota Leone XIV, che osserva: “La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando”, tanto che sono molti i leader che considerano “una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra”. Di fronte all’irrazionalità della guerra, un percorso verso la pace deve recuperare il retto uso della ragione e “l’umanesimo giuridico e filosoficosu cui poggia qualsiasi civiltà, rafforzando le istituzioni sovranazionali”. Occorre anche promuovere l’artigianato della Pace per formare a disarmare i cuori. Perciò, il Papa chiede “un riallineamento delle politiche educative”, a scuola, all’università, nei media,che oggi trasmettono un’idea di difesa armata. Leone invita tutti a “resistere alla contaminazione delle tenebre, come sentinelle nella notte”, che attendono la luce del giorno, con speranza, perché la pace esiste e vuole abitarci”, nonostante il dramma di 56 guerre sparse nel mondo. Infatti un bambino è nato per noi ed è chiamato “Principe della Pace” (vd Is. 9,5).

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