di Don Antonio De Maria
Il cammino ecumenico in Italia è una realtà viva anche se espressa in modi diversi nelle varie diocesi. A volte si ha l’impressione che l’ecumenismo sia una questione di nicchia che riguardi solo alcuni addetti ai lavori mentre in molti luoghi esprime una storia che ormai ha superato l’età della fanciullezza. Questo processo vede coinvolte le realtà locali oltre la Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani, momento forte del cammino ecumenico, in un crescendo relazionale di conoscenza reciproca e di superamento dei reciproci pregiudizi storici ed anche dell’idea del ritorno a casa per un’altra casa da edificare: quella delle pluralità riconciliate, portatrici del dono di Cristo che cercano di condividere nel reciproco riconoscimento.
Tutto questo processo non assomiglia ad una melassa indistinta, semmai ad una agorà delle differenze, dove al centro c’è la fede in Cristo e i diversi modi di esprimere nel culto e nella vita comunitaria la stessa fede. Si impara continuamente a guardarsi negli occhi per riconciliare la memoria, a volte fatta da drammi e persecuzioni reciproche che hanno coinvolto persone, famiglie, non delinquenti avidi di potere. Spesso nella visione comune le questioni dottrinali hanno avuto la meglio sulla carità e il discepolato cristiano, rendendo inutile e incredibile l’annuncio del mistero del Crocifisso Risorto e della sua opera di liberazione dell’uomo dal male, dall’odio e dall’inimicizia. Una certa superbia e un certo fariseismo, travestito da amore per la verità, ha annullato la chiamata alla carità.
In questo lungo percorso le Chiese e le comunità cristiane hanno impegnato anche i relativi processi istituzionali, evitando un ecumenismo delle belle parole e coinvolgendo le strutture di governo e di comunione. Proprio da questo dialogo ai livelli più alti è nata l’esigenza, da tutti condivisa, di esprimere questa ricerca di comunione in un momento pubblico e in un gesto che impegna tutti. Così è nata l’idea di un Simposio, il primo, delle Chiese Cristiane che sono in Italia che si è scelto di vivere in un luogo in cui l’ecumenismo è fattore caratterizzante di una chiesa diocesana: Bari e la diocesi di Bari-Bitonto. La Cattedrale e la Basilica di san Nicola hanno visto radunarsi oltre un centinaio di delegati delle varie denominazioni con a capo i rispettivi vertici o rappresentanti in Italia. Pur non sottoscrivendo il patto ma partecipando attivamente ai colloqui spirituali che hanno preceduto, preparato questo evento e che proseguiranno come metodo di dialogo nel futuro, anche i Pentecostali e Le Chiese Avventiste, hanno collaborato attivamente alla realizzazione del Simposio.
Sin dalla prima giornata i capi di Chiese (per la Chiesa cattolica il card. Matteo Zuppi, Presidente della CEI e Arcivescovo di Bologna, hanno sottoscritto un Patto, preparato insieme, costituito da un’introduzione nella quale si sottolinea l’importanza storica dell’evento celebrato e suddiviso in 6 articoli preceduti da un Preambolo: “ NOI, rappresentanti delle Chiese Cristiane presenti in Italia, dopo un lungo e proficuo cammino vissuto tra noi in Italia, riuniti nella comune fede nel Signore Gesù Cristo crocifisso e risorto, riconosciamo con gratitudine la Sua chiamata a camminare insieme come testimoni del Vangelo di amore, di giustizia e di pace.”
La seconda giornata è stata caratterizzata dal dialogo su quattro temi, fatto in laboratori, cui partecipavano insieme delegati delle diverse chiese. I temi affrontati sono stati: 1 L’ecumenismo come grammatica della pace; 2 L’ecumenismo come dono per lo spazio pubblico; 3 L’ecumenismo come cura della spiritualità; 4 Temi spinosi: l’ecumenismo come sapienza delle differenze: ospitalità eucaristica.
I laboratori sono stati un momento di comunione e condivisione nella parresia delle diversità ma anche nella disponibilità a farsi interrogare reciprocamente, accogliendo anche la sfida di visioni diverse e di preoccupazioni diverse.
L’evento si è concluso con la veglia di preghiera nazionale, ormai al secondo anno dopo l’esperienza di Napoli, secondo lo schema preparato, nella bellissima e significativa cornice della Basilica di san Nicola, santo che unisce Oriente e Occidente.
Felici i delegati si sono dati appuntamento a Firenze nel 2028. Il cammino continua a partire da questo punto fermo.