Di Minimo Perez

Ho letto che Bad Bunny si è esibito durante l’intervallo del Super Bowl americano, uno degli eventi televisivi più seguiti al mondo, facendo infuriare il presidente Trump. Non lo conoscevo bene e, per semplice curiosità, ho cercato uno dei suoi brani più famosi, “Tití Me Preguntó”, per capire chi fosse questo artista. Ho aperto il video ufficiale, visto da più di un miliardo di persone. All’inizio mi sembrava il solito deprimente trap: ritmo ripetitivo, immagini e movimenti che ricordano un rituale già visto, un vuoto che si ripete. Poi arrivano quelle frasi: “Io non posso innamorarmi”…“Non innamoratevi di me.”

È lì che qualcosa si incrina. Subito dopo compare la scena del rapimento: per un attimo l’ho scambiata per un intervento della polizia di frontiera americana contro gli stranieri. Invece il video prende una direzione completamente diversa, fino a un finale sorprendente: non è un arresto, ma un matrimonio “miracoloso” improvviso.

Bad Bunny non può innamorarsi, lo dice chiaramente; e infatti non è lui a fare il passo. È come se il video alla fine dicesse: “Tu non puoi, ma qualcosa — o qualcuno — può portarti dove tu non arrivi.”  

Mi è tornata in mente la frase di Montale: “Un imprevisto è la sola speranza. Ma dicono che è una stoltezza dirselo.”

Poi ho ascoltato “La festa sta per cominciare”, una canzone di don Antonio Anastasio, “Anas” per gli amici. È l’annuncio di un bene che arriva, della fine del male, degli amici che ti attendono. E riecheggiano i canti “spirituals”, quelli che parlavano di attraversare il Giordano, di essere condotti verso una terra promessa.

Ed è straordinaria la traiettoria: gli stranieri in America un tempo cantavano il desiderio di liberazione dalla schiavitù; oggi, come Bad Bunny, parlano dell’incapacità di appartenere a un altro. Due mondi lontani, ma la stessa domanda: chi ci libera dalla solitudine.

Bad Bunny sembra dire che da soli non ce la facciamo; Anas canta da dentro una comunità che vive già questo miracolo. 

Forse più di un miliardo di persone hanno guardato il video di Bad Bunny perché, in segreto, si riconoscono nel desiderio del miracolo.

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