“La preghiera del Rosario è rimasta il cuore della nostra esperienza, da cui sono scaturite l’evangelizzazione, la dimensione missionaria e l’attenzione concreta alla carità”. A parlare è il dott. Giuseppe Claudio Carbonaro presidente e fondatore del Gruppo di Preghiera Diocesano “Amici del Rosario”, che ripercorre una lunga storia di fede e preghiera e che rilancia il progetto di una cappella-oratorio a Barapwo, nella Diocesi di Lira.
L’associazione “Amici del Rosario” nasce nel 1995, nel cuore dei cordoni agatini, ed è oggi una presenza stabile nella vita diocesana. In che modo questi trent’anni di cammino hanno plasmato l’identità del gruppo e quale ruolo svolge oggi nella Chiesa di Catania?
L’esperienza degli “Amici del Rosario” nasce in modo semplice e spontaneo nei cordoni agatini nel 1992, quando eravamo soltanto in tre, uniti dal desiderio di vivere e testimoniare la fede attraverso la preghiera. Nel 1995, anno del riconoscimento ufficiale con statuto da parte dell’allora arcivescovo mons. Luigi Bommarito, il gruppo contava già ventuno membri, segno di un cammino che stava maturando all’interno della Chiesa. In questi trent’anni siamo stati accompagnati e plasmati dall’amore della Madonna e di Sant’Agata, che hanno custodito la nostra identità e orientato il nostro servizio. La preghiera del Rosario è rimasta il cuore della nostra esperienza, da cui sono scaturite l’evangelizzazione, la dimensione missionaria e l’attenzione concreta alla carità. Viviamo pienamente inseriti nella vita della diocesi, partecipando a numerose iniziative ecclesiali.
La vostra realtà unisce la recita settimanale del Rosario a un servizio concreto verso i più fragili. Quali frutti vocazionali o comunitari sono nati da questo stile di vita?
Il nostro stile di vita nasce dall’intreccio tra la preghiera costante e il servizio concreto, due dimensioni che si illuminano a vicenda. La sede storica dell’associazione è la Basilica Collegiata, mentre nella sede succursale, affidataci il 16 ottobre 2025 dal nostro arcivescovo mons. Luigi Renna, si svolgono gli incontri settimanali: il sabato mattina e il martedì pomeriggio, nella monumentale Chiesa di Santa Maria dell’Indirizzo, luogo di formazione spirituale e di accoglienza per quanti desiderano unirsi alla preghiera. Da anni, circa dieci membri del gruppo svolgono un servizio stabile presso la Caritas diocesana, garantendo un pasto caldo ai fratelli più fragili; è un’esperienza che diventa anche ascolto, condivisione e attenzione ai bisogni più profondi delle persone. In trent’anni di cammino, il Signore ci ha donato frutti preziosi, tra cui autentiche vocazioni: due presbiteri, un diacono e due seminaristi hanno maturato la loro chiamata all’interno degli Amici del Rosario. Emblematico è il caso del nostro diacono, che ha dedicato la sua tesi in teologia proprio all’esperienza dell’associazione, segno di un carisma che continua a generare Chiesa.
La Missione Sant’Agata rappresenta una delle espressioni più significative del vostro impegno caritativo. Quale progetto avete sostenuto lo scorso anno e quale avete scelto per il 2026?
La Missione Sant’Agata nasce trent’anni fa dall’esperienza degli Amici del Rosario, come naturale prolungamento della preghiera in un impegno concreto di carità vissuto nel silenzio. Abbiamo sempre creduto che la carità autentica non abbia bisogno di clamore: la nostra associazione vive nella povertà, senza quota associativa, e proprio dalla povertà e nella povertà riesce a generare opere di misericordia. Lo scorso anno, con la Missione Sant’Agata 2025, grazie al sostegno del nostro arcivescovo e alla collaborazione delle aggregazioni laicali, siamo riusciti a realizzare due pozzi in due villaggi dell’Uganda, restituendo dignità e speranza a intere comunità. È attualmente in costruzione anche un dispensario per bambini e donne in gravidanza affetti da malaria.
Per garantire trasparenza e corresponsabilità, abbiamo istituito una commissione diocesana composta da cittadini di diversi ambiti professionali, incaricata di gestire i fondi e seguire la realizzazione dei progetti. In occasione delle celebrazioni agatine 2026 abbiamo presentato insieme al nostro arcivescovo un nuovo e ambizioso progetto: la realizzazione di una cappella-oratorio a Barapwo, nella Diocesi di Lira. Il messaggio ai devoti e ai cittadini è chiaro: la festa di Sant’Agata si compie quando la devozione si traduce in carità concreta, capace di generare vita e speranza anche nelle periferie del mondo.
Come vi presentate ai devoti in occasione del Giubileo agatino?
Ci presentiamo anche quest’anno ai devoti con la semplicità che da sempre caratterizza gli Amici del Rosario. Durante i due giorni di processione abbiamo distribuito diecimila volantini contenenti il messaggio dell’arcivescovo rivolto ai devoti, una riflessione profonda sul Padre nostro che invita a riscoprire questa preghiera fondamentale, recitata da Sant’Agata nel totale dono di sé a Gesù. Insieme al volantino abbiamo donato diecimila rosari, segno concreto dell’invito alla preghiera e occasione per accompagnare chi non conosce ancora questa preziosa devozione, spiegando il significato dei grani di quella che amiamo chiamare la “catena dolce” che conduce a Dio.
Ogni anno nei giorni della festa, i membri della nostra realtà lasciano le proprie famiglie e i propri impegni quotidiani per mettersi a servizio, lasciandosi avvolgere dall’amore di Dio e offrendo alla Chiesa di Catania e all’intera città una testimonianza autentica del senso profondo della festa: una celebrazione che nasce dalla fede e si traduce in vita vissuta.
In che modo è possibile partecipare alla Missione Sant’Agata 2026 per la realizzazione della cappella-oratorio in Uganda?
Quest’anno la Missione Sant’Agata 2026 ha offerto diverse occasioni di partecipazione, tutte nel segno della corresponsabilità. Un primo momento importante è stata la colletta durante il Pontificale del 5 febbraio in Cattedrale, destinata al progetto della cappella‑oratorio in Uganda. Come da tradizione, abbiamo riproposto anche il sorteggio degli Amici del Rosario, presentato nelle parrocchie e nei gruppi ecclesiali come gesto semplice ma condiviso di sostegno alla missione.
È ancora possibile contribuire con un’offerta libera tramite bonifico, utilizzando l’IBAN IT45J0200816935000300318180 e indicando la causale: Cappella Oratorio in Uganda Missione Sant’Agata 2026.
Siamo convinti che il poco di ciascuno, unito nella comunione, possa diventare molto: insieme costruiamo non solo un’opera, ma autentiche sorgenti di gioia e speranza per le comunità che ci sono affidate.