Caro Direttore,
Porto dentro una ferita che non si cancella, qualcosa che mi è stato tolto da bambino e che ha segnato tutta la mia vita. È un vuoto così profondo da aver spento in me la capacità e la possibilità di diventare padre. Ho imparato a convivere con questa frattura, ma il dolore resta sempre presente, e certe volte mi sento travolto dalla rabbia verso chi non ha saputo proteggermi.
Eppure, quando vedo il film di Liliana Cavani su san Francesco, qualcosa dentro di me si accende: Francesco che urla a Cristo nel bosco “Parlami! Parlami!” mi restituisce l’immagine di un desiderio puro, intenso, viscerale, di stare accanto a Colui che si ama, senza riserve. In quell’urlo sento il mio stesso bruciare, la fame senza misura di presenza e di bellezza che porto dentro.
Il gesto di Francesco che abbraccia il lebbroso, mentre è respinto, mi mostra la possibilità di fare esperienza reale di un uomo che accompagna il dolore senza pretendere di cancellarlo. Cristo, con la sua passione, ha amato quel dolore, prendendolo gratuitamente su di sé, affinché nessuno di noi fosse più solo con il proprio male.
Forse è qui, in questa frattura del mio essere, che posso intuire qualcosa della Pasqua: non che il mio vuoto venga riempito magicamente, ma che Cristo porta nella sua carne le conseguenze della mia ferita originaria, condividendo il peso della mia storia. E Francesco, per amore di Cristo, ha ricevuto fisicamente i segni della Passione, incarnando l’unione con quell’amore.
Da questa esperienza, vissuta attraverso la vita di uomini come Francesco di Assisi (penso anche agli ultimi giorni di papa Francesco), comprendo che il bruciare dentro di me, la mancanza, il desiderio, possono diventare vie per fare esperienza nella mia vita di una compagnia indistruttibile, senza che le conseguenze del male fatto e ricevuto vengano dimenticate.
È possibile che Cristo abbia portato su di sé anche la mia ferita, quella che non guarisce, per dirmi che non può togliere le ferite, ma vuole accompagnarle (come, ad esempio, il padre che si rasa i capelli per condividere la vita della figlia che fa la chemio e li ha perduti)?
E che san Francesco, per amore di Cristo, abbia ricevuto le “ferite”, rendendole un modo per farmi comprendere qualcosa della Passione di Cristo?