Una mattinata nel Salone dei Vescovi tra dialogo, condivisione e la promessa di dare voce ai luoghi della fede ancora sconosciuti
Scambiarsi gli auguri di buona Pasqua celebrando il valore del patrimonio artistico e culturale dell’Arcidiocesi, la condivisione di esperienze di servizio e la prospettiva di altre bellezze del patrimonio ecclesiastico da riscoprire. Si sintetizza in questi termini l’incontro tra l’arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna, e i dipendenti di AR.CA, la società che, in accordo con l’Arcidiocesi di Catania, gestisce ArtEcclesiae, il parco culturale che promuove, attraverso un percorso integrato, la messa in rete di alcune dei più importanti luoghi del patrimonio ecclesiastico della città: il museo, la Cattedrale, la Collegiata, le Terme Achilliane e il Trittico Agatino. Un incontro significativo nei contenuti e nei gesti, accompagnato da momenti di emozione e riflessione.
Auguri sostanziali e non formali: l’arcivescovo si è fermato e ha ascoltato tutti i dipendenti, facendo emergere le storie personali e le passioni degli operatori culturali, in gran parte ragazzi e ragazze, con una specifica formazione come guide, addetti all’accoglienza, storici dell’arte, archeologi. Un momento di grande riconoscimento per questi giovani – una ventina di assunzioni derivano proprio all’attivazione di ArtEcclesiae – che ogni giorno traducono in parole e in gesti la bellezza di un patrimonio straordinario, offrendolo a visitatori che arrivano da tutte le parti del mondo. Un lavoro che richiede passione, competenza, la rara capacità di far sentire ogni ospite a casa propria davanti a qualcosa di antico e prezioso.
Con tutti loro, l’arcivescovo ha ripercorso il senso di ArtEcclesiae, avviata lo scorso dicembre, evidenziando la missione di valorizzare i beni artistici dell’Arcidiocesi, andando oltre il necessario servizio culturale o turistico. È un’attività che accompagna i visitatori nei luoghi che sono innanzitutto spazi di fede, di preghiera, che raccontano speranze e sofferenze di generazioni di catanesi e di devoti. Il contributo di ArtEcclesiae – così è emerso dall’incontro – permette anche ai fedeli di tornare a godere di questi luoghi con una maggiore accessibilità rispetto al passato. Custodire la bellezza, raccontarla, offrirla a chiunque entri, credente o no, turista o pellegrino, catanese o straniero, è un atto che ispessisce la visita di un significato più alto. Per gli operatori culturali di ArtEcclesiae è stato chiaro il senso dell’incontro: alimentare ulteriormente quel senso di responsabilità che li porta a essere “i custodi di questi luoghi”, un mandato di grande valore che si declina nella cura e nel rispetto che associano all’intero percorso.
A fare da sfondo a questo momento di condivisione e restituzione di esperienze anche una finestra sulla speranza della riapertura di chiese di grande pregio che oggi, purtroppo, restano sconosciute non solo ai visitatori ma agli stessi fedeli catanesi. Un impegno per il futuro: dare voce e presenza a ciò che esiste ma non è ancora visto per aprire porte che sono rimaste chiuse troppo a lungo.
L’incontro si è chiuso con lo scambio degli auguri, qualche foto insieme e il messaggio pasquale dell’arcivescovo, consegnato come qualcosa da portare con sé oltre la mattinata.
Realta’ Che non conoscevo!! Ad avvalorare che la bellezza salvera’ il mondo! E ne abbiamo davvero tanta in italia