In queste ore, mentre il dibattito pubblico si irrigidisce e le parole del Papa sulla pace vengono trascinate dentro dinamiche politiche e mediatiche sempre più polarizzate, tra attacchi e strumentalizzazioni, da Catania arriva un messaggio che riporta al cuore del Vangelo. L’arcivescovo Luigi Renna affida a un testo essenziale una riflessione che interpella il presente.

Per il Papa e per la pace

«Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti» (Lc 6,22).

Cari fratelli e sorelle,

in questo giorno in cui papa Leone XIV ha ricevuto parole cariche di disprezzo sui suoi messaggi di pace, alle quali ha risposto con il garbo di chi non ha posizioni politiche da difendere, ma solo la novità perenne del Vangelo da annunciare, mi piace ricordare le parole di Gesù nel vangelo secondo Luca. Sono parole chiare, che ci dicono che le persecuzioni contro i cristiani non sono solo quelle che li condannano a morte, ma anche quelle di chi disprezza le loro parole, con il tentativo di “arruolare” il Vangelo alle proprie idee politiche.

Il Vangelo può ispirare un programma politico, ma è sempre di più di esso, e richiama principi che non sono mai “addomesticabili” ad una visione di parte, meno che mai quando si parla di pace e di Colui che, Risorto, annuncia ai suoi questo grande dono per l’umanità. Esprimiamo parole di vicinanza e di gratitudine al Santo Padre, perché si fa eco dell’annuncio del Risorto, e continua a testimoniare l’identità della Chiesa nel mondo.

Accadde qualcosa di simile nel 1917, durante la Prima guerra mondiale, quando papa Benedetto XV scrisse una Nota alle nazioni belligeranti, esortandole a mettere fine a quella che definì una “inutile strage”. I Capi di Governo dei Paesi in guerra non risposero, tranne il Presidente degli Stati Uniti Wilson, affermando che la causa della guerra era la Prussia e che le nazioni belligeranti stavano solo liberando il mondo da questa potenza. La storia si ripete con i suoi errori. Ma anche la testimonianza della Chiesa rinnova il suo annuncio, con la sua fermezza e la sua franchezza evangeliche.

+Luigi Renna
Arcivescovo metropolita di Catania
Catania, 13 aprile 2026

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