di Giada Di Maria

In questi mesi sto imparando quanto sia importante il volontariato e quanto possano fare la differenza i piccoli gesti nella vita di un bambino.

Ma procediamo con ordine. Frequento il liceo “Boggio Lera” e nell’anno scolastico 2025-26 come Formazione Scuola-Lavoro ho scelto di svolgere un’esperienza di volontariato presso l’associazione Cappuccini, in via Raciti 2 nel centro storico popolare di Catania. Tra le diverse proposte del progetto “Amici di Rosso Malpelo”, ho scelto questo doposcuola perché mi è sempre piaciuto stare con i bambini e aiutare gli altri e quindi ho pensato che fosse l’esperienza giusta per me.

Ammetto che inizialmente ho avuto molta difficoltà perché c’erano poche persone disponibili e fin da subito mi sono trovata a seguire due o anche tre bambini contemporaneamente. Però nonostante questo, con il tempo sono riuscita, pian piano, ad adattarmi e a creare un buon rapporto con loro. In particolare mi ha colpito come molti bambini, pur avendo difficoltà nello studio, avessero sempre voglia di imparare e migliorarsi.

Tra i minori che seguivo, mi sono particolarmente affezionata a una di loro, di nome Michela (nome di fantasia); ella aveva sempre voglia di imparare, amava le scienze, così tanto da chiedermi approfondimenti su argomenti tipici del liceo, inoltre da grande vuole diventare ginecologa, proprio come me. Ho instaurato un rapporto bellissimo con lei, come con molti suoi compagni presenti al doposcuola, ma con lei ho avuto un’intesa fin da subito. Ovviamente non sono mancati momenti speciali con gli altri bambini, ogni volta che arrivo corrono sempre ad abbracciarmi, mi fanno dei piccoli regali o disegnini, che ovviamente ho conservato, e mi raccontano la loro giornata, sono gesti semplici ma che scaldano davvero il cuore.

Tra loro, c’è una bambina di nome Noemi (nome di fantasia), che ho seguito fin da subito, e che mi aveva colpito perché non sapeva né leggere né scrivere. Il primo giorno l’ho vista piangere da sola e ovviamente mi sono avvicinata per capire perché fosse lì da sola e mi ha raccontato di una ragazza volontaria, che lo scorso anno aveva svolto questo progetto di formazione Scuola-Lavoro e dopo aver fatto le sue ore se ne era andata. Da qui ho capito quanto sia importante per ognuno di questi bambini una presenza costante e affidabile.

Con il tempo Noemi riuscì a integrarsi e a stare anche con nuove volontarie, cosa che prima sembrava impossibile. Oggi ella ha fatto enormi progressi, riesce a leggere e scrivere, anche se con qualche difficoltà, e vedere i suoi risultati mi ha dato una grandissima soddisfazione. Questa esperienza mi sta insegnando davvero tanto; sapere che molti dei bambini che incontro in via Raciti hanno difficoltà familiari e personali mi rende ancora più empatica e disponibile nei loro confronti, e cerco di far sapere loro che possono contare sulla mia presenza, su qualcuno che li aiuta a sentirsi più sicuri e motivati per superare le loro difficoltà. Tutto ciò mi fa comprendere quanto sia importante il volontariato e quanto questo gesto riesca a cambiare la vita di chi lo pratica.

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