di Vincenzo Caruso

L’annuale festa della Madonna della Pace, patrona e protettrice della città di Tremestieri Etneo, che si rinnova puntualmente all’Ottava di Pasqua, ha avuto inizio l’8 aprile e si è conclusa lunedì 13, giorno della solennità liturgica di “Maria, nostra Madre, ci raduna: uniti diventiamo casa di pace”.

È lo stesso schema che si ripete ogni anno, ma con un segno particolare: l’assenza degli spari dei fuochi d’artificio, scelta significativa in un tempo segnato da guerre, bombe, distruzioni e morti.

La festa si è aperta con il triduo, la santa messa al cimitero e la catechesi comunitaria. A seguire, il pellegrinaggio cittadino dalla piccola chiesa della Madonna dell’Idria alla chiesa madre, sede della parrocchia Santa Maria della Pace, con l’offerta dei fiori e della “cera” alla Vergine Maria. Non sono mancate le celebrazioni eucaristiche e le processioni con il simulacro.

Maria, Madre della Pace, è rappresentata nel prezioso antico simulacro con il Bambino benedicente in braccio, il Principe della Pace.

I giorni di festa sono stati impreziositi soprattutto dalle due processioni con il fercolo per le vie della città (zona centro-sud domenica 12 e zona centro-nord lunedì 13), momenti intensi di preghiera, incontro con la gente ed evangelizzazione lungo il percorso, e dalla solenne celebrazione eucaristica pontificale presieduta da mons. Luigi Renna, arcivescovo metropolita di Catania.

Alla presenza delle autorità civili — con la Commissione Straordinaria a guidare il Comune, a seguito dello scioglimento per infiltrazioni mafiose — delle autorità militari e di tutta la comunità ecclesiale di Tremestieri, comprese le parrocchie di Piano e dell’Immacolata, mons. Renna ha dato lettura del messaggio “per il Papa e per la pace”, indirizzato proprio in quella giornata alla diocesi dopo le parole offensive rivolte a papa Leone XIV per i suoi interventi sulla pace.

Richiamando le parole di Gesù (Luca 6,22), l’arcivescovo ha sottolineato che “sono parole chiare, che ci dicono che le persecuzioni contro i cristiani non sono solo quelle che li condannano a morte, ma anche quelle di chi disprezza le loro parole, con il tentativo di ‘arruolare’ il Vangelo alle proprie idee politiche. Il Vangelo — ha aggiunto — può ispirare un programma politico, ma è sempre più di esso e richiama principi che non sono mai addomesticabili a una visione di parte, tanto più quando si parla di pace e di Colui che, Risorto, annuncia questo grande dono per l’umanità”.

Tra i momenti più sentiti dai devoti, la tradizionale “Cantata in onore della Madonna della Pace”, eseguita sul sagrato della chiesa, e, in chiusura, l’atto di affidamento della città alla Vergine.

Tra le manifestazioni collaterali, la fiera del dolce, una piccola “pesca sicura” e due giornate — sabato 11 e domenica 12 — dedicate alla raccolta di sangue e plasma presso la sede dell’Advs Fidas, in corso Sicilia 33.

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