Tra canti bizantini, teatro dei pupi, mostre e laboratori, Catania si prepara ad accogliere la seconda edizione del Festival Mediterraneo di Musica Sacra. Dal 10 al 17 maggio 2026, la città e alcuni centri della provincia diventeranno luoghi di incontro tra spiritualità, arte e culture del Mediterraneo, in un’edizione dedicata ai temi della giustizia e della pace.

L’iniziativa, patrocinata dall’Arcidiocesi di Catania e dal Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, è stata presentata ai parroci e alle comunità parrocchiali attraverso un invito firmato dai direttori del comitato artistico, il professor Giuseppe Sanfratello e padre Francesco La Vecchia OP.

Il festival nasce con l’obiettivo di utilizzare la musica sacra come linguaggio universale capace di costruire dialogo in un tempo segnato da guerre e tensioni internazionali. «Un ponte di dialogo tra le sponde del Mediterraneo e una via di riconciliazione per le nostre comunità», si legge nella lettera indirizzata alle parrocchie dell’arcidiocesi.

Il programma prevede concerti, spettacoli, mostre e momenti formativi distribuiti in diverse chiese e spazi culturali del territorio. Tra gli appuntamenti principali figura “Doxa to Theo”, concerto della Corale bizantina di Palazzo Adriano, espressione della tradizione liturgica siculo-albanese. Spazio anche ai concerti dedicati al tema della solidarietà, ospitati in diverse chiese cittadine, tra cui la chiesa del SS. Crocifisso dei Miracoli, la chiesa di Sant’Anna e la chiesa di Santa Rita in Sant’Agostino.

Il festival guarderà anche alle forme popolari della devozione e della cultura siciliana attraverso “L’Angelica”, spettacolo dell’Opera dei Pupi che metterà in relazione il teatro di figura con il sacro e la spiritualità mediterranea.

Accanto alla musica, saranno proposte due esposizioni dal forte valore simbolico: una mostra fotografica dedicata alla pietà popolare in Sicilia e un’esposizione di strumenti musicali costruiti con il legno dei barconi dei migranti, trasformati in segni di rinascita e speranza.

Non mancheranno momenti formativi rivolti soprattutto ai giovani, ai cori parrocchiali e agli appassionati di musica liturgica. Presso il Convento dei Padri Domenicani si svolgeranno workshop di canto liturgico bizantino di tradizione orale siculo-albanese e laboratori di canto rinascimentale.

Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito, scelta che gli organizzatori hanno voluto mantenere per favorire la più ampia partecipazione delle comunità ecclesiali e della cittadinanza.

L’invito rivolto ai parroci è quello di diffondere il programma attraverso gli avvisi parrocchiali e i canali social delle comunità, nella convinzione che «la bellezza della musica sacra possa essere uno strumento prezioso per l’evangelizzazione e la pace».

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