Sotto il sole di un 15 maggio che già profuma d’estate, Piazza Università si è trasformata stamattina nel baricentro del Mediterraneo. Ha preso ufficialmente il via la quinta edizione del Meeting Francescano del Mediterraneo (MFM), organizzato dall’Ordine dei Francescani Secolari di Sicilia e dalla Gioventù Francescana: un evento che per tre giorni, fino a domenica 17 maggio, abiterà Catania trasformandola in una “città-soglia” tra culture e fedi differenti. Mentre la città celebra il Giubileo Agatino per il nono centenario dal ritorno delle spoglie della Santa da Costantinopoli, il Meeting apre le celebrazioni per gli 800 anni della morte di San Francesco d’Assisi, proponendo una riflessione che non guarda al passato, ma alle sfide di un presente iper-tecnologico.
Piazza Università: l’Agorà e il Villaggio delle relazioni
In Piazza Università è stata allestita l’Agorà, con un palco e mille posti pronti a ospitare i grandi dibattiti, ma il vero polmone dell’evento è il Villaggio Francescano: un viavai continuo di studenti, frati in saio, volontari della GiFra e curiosi che si perdono tra gli stand. Il clima è quello di una festa dell’incontro: al “Caffè Francescano” il dialogo nasce spontaneo tra una tazzina e l’altra, mentre la “Biblioteca dei Libri Parlanti” attira piccoli capannelli di persone pronte ad ascoltare storie di vita vissuta che rompono i pregiudizi. Nell’aria si diffondono le voci di Radio Karis, che trasmette in diretta amplificando un’atmosfera di accoglienza che sembra contagiare anche i turisti di passaggio.
Gli ospiti e i grandi temi: Ielpo, Pizzaballa e il Premio San Ludovico
Il programma di quest’anno mette in campo nomi di rilievo internazionale. Dopo l’apertura ufficiale delle 18, affidata al cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI e all’arcivescovo di Catania Luigi Renna, l’attenzione si sposta su uno degli appuntamenti più attesi di oggi: la consegna del Premio San Ludovico 2026. Quest’anno il riconoscimento è stato assegnato alla comunità di Lampedusa, e verrà consegnato stasera al parroco don Carmelo Rizzo, come segno di una fraternità che si fa accoglienza concreta nelle frontiere del mare.
Domani, la piazza diventerà un laboratorio geopolitico con il forum sul Mediterraneo. Presenti, tra gli altri, fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, un contributo dell’inviato di Avvenire Nello Scavo, e un collegamento speciale da Gerusalemme del cardinale Pierbattista Pizzaballa. Il dibattito verterà su una domanda cruciale posta dal programma: «Può il Mediterraneo divenire un autentico laboratorio di pace? Uno spazio in cui il dialogo, l’ascolto e la responsabilità condivisa possano tradursi in percorsi innovativi?»
La “cucitura” del mondo
Tra i protagonisti più attivi in piazza c’è il fumettista Gioba (don Giovanni Berti). Stamattina circondato dai bambini del MFM Junior, impegnato a disegnare per loro. Proprio Gioba, commentando questo inizio dei lavori, ha regalato una sua immagine: «San Francesco ricuciva non solo il saio, ma anche le persone e il mondo. È bello vedere come la gente passi anche distrattamente ma venga catturata da un filo di allegria, di accoglienza, di bello». Nella serata di oggi Gioba tornerà sul palco per una testimonianza più strutturata sulla storia del Poverello d’Assisi, sempre condotta con lo stile del “sorriso che annuncia”.
“Connessi”: oltre la tecnica, l’umanità
Il filo rosso che lega ogni forum, dal dibattito sulla comunicazione con Fra Enzo Fortunato all’incontro con l’artista Antonio Presti a Librino, è il tema della “connessione”. Il manifesto del Meeting è netto nel definire la linea dell’evento: «la connessione non è soltanto un prodotto della tecnica, ma una dimensione originaria della vita umana».
Workshop, scienza e arte
Le giornate proseguiranno con un fitto calendario di workshop pratici. Si va dall’esperienza immersiva di ARPA Sicilia, che ha allestito un igloo esperienziale in piazza per raccontare il legame tra ambiente e salute, fino al laboratorio di scrittura creativa con Cettina Caliò. C’è spazio per l’innovazione sociale con l’Hack4OIKOS, un mini-hackathon dove i giovani progetteranno nuovi hub di ecologia integrale, e per la musica del maestro Stefano Nanni dell’Antoniano di Bologna.
Ci si aspetta una Catania che, tra la sand art di Stefania Bruno e le testimonianze di frontiera come quella di Mediterranea Saving Humans, provi a dimostrare che la fraternità può davvero diventare una «pratica quotidiana». L’invito è quello di riconoscersi tutti «connessi per costruire un mondo nuovo».
Per il programma completo: https://www.meetingfrancescanomediterraneo.it/