di Febronia Lamicela
Il mese di maggio 2026 si presenta ricchissimo di avvenimenti e di esperienze per la nostra comunità ecclesiale.
Per la Consulta diocesana delle Aggregazioni laicali in particolare.
Dopo la straordinaria kermesse del Meeting francescano del Mediterraneo e la Veglia di preghiera per il superamento dell’omobitransfobia, i movimenti e le associazioni laicali della nostra Arcidiocesi si apprestano a vivere due importanti appuntamenti che scandiscono e segnano il comune cammino: la Veglia di Pentecoste il 23 maggio, e l’Assemblea elettiva per il rinnovo del Direttivo il 30 maggio.
Appuntamenti questi che richiamano alla memoria il lungo percorso che la Consulta ha compiuto in quasi mezzo secolo di esistenza. Ricordi che commuovono e mi spingono alla lode e al ringraziamento per le meraviglie che il Signore continua a compiere attraverso la vita e le opere di tanti uomini e donne, i quali hanno creduto che “La missione coinvolge tutti i Battezzati” e che “Il primo compito di Laici e Laiche è permeare e trasformare le realtà temporali con lo spirito del Vangelo” (Documento finale del Sinodo dei vescovi, ottobre 2024, N.66)
La particolare avventura della Consulta di Catania prende il via durante la feconda stagione post-conciliare: Il Vaticano II aveva infatti solennemente riconosciuto all’intero popolo di Dio la medesima dignità battesimale, assegnando anche ai laici e alle laiche la funzione sacerdotale, profetica e regale.
Nell’estate del 1974 mons. Domenico Picchinenna diventa Arcivescovo di Catania e subito si distingue per il suo stile semplice e attento all’ascolto.
Profondamente convinto di ciò che il Concilio aveva proclamato a proposito della missione del laicato, il 15 aprile 1979 istituisce la Consulta diocesana dell’apostolato dei laici (così si chiamava allora) approvandone lo Statuto. Lo scopo principale era quello di integrare le diverse realtà associative in un progetto organico di comunione diocesana.
La nostra Consulta, tra le prime nate in Sicilia, rappresentò un modello pilota d’avanguardia, un’esperienza pionieristica per l’intera isola.
Nei suoi 47 anni di vita e di cammino la Consulta diocesana delle Aggregazioni laicali della Chiesa catanese ha sempre rappresentato uno spazio di conoscenza, confronto, collaborazione tra i movimenti e le associazioni.
Guidata negli anni da diversi Segretari (Salvatore Valastro 1980; Adriana Paternò 1986; Ninni Bella 1992; Ina Maiorana 1996; Carmelo Zisa 2003; Salvo Casabianca 2011; Febronia Lamicela 2018) in una quasi perfetta alternanza di genere, e assistita a lungo da mons. Alfio Reina, al quale è subentrato nel 2019 don Antonino De Maria, la Consulta ha compiuto un cammino significativo di comunione, partecipazione e missione (per usare lo slogan del cammino sinodale), riconosciuto e incoraggiato dai nostri Vescovi.
Paradossalmente il periodo del Covid, a mio avviso, è stato per la Consulta un periodo fecondo, perché ha accresciuto il desiderio di continuare il cammino, nonostante le difficoltà. E mentre in giro si registrava il deserto relazionale, i responsabili delle Aggregazioni laicali hanno continuato ad incontrarsi online per gli appuntamenti formativi e hanno continuato a celebrare insieme, anche se distanziati, la Veglia di Pentecoste in Cattedrale.
Il 3 agosto 2021 Mons. Salvatore Cristina approva lo Statuto vigente, nel quale si definiscono con chiarezza la natura e la finalità della Consulta: essa aiuta il Vescovo nel compito di valorizzare e coordinare le varie realtà associative nel quadro di un progetto organico di pastorale di comunione, di dialogo e di partecipazione attiva alla vita della Chiesa. Inoltre “collabora organicamente con l’Arcivescovo, mettendo al suo servizio i carismi peculiari per il bene della Chiesa particolare” (Statuto art.1).
Un importante riconoscimento e una bella responsabilità!
Archiviata la temperie pandemica, è stato certamente il cammino sinodale a determinare la svolta: ascoltarsi attraverso il metodo della conversazione nello Spirito e scoprire o riscoprire la bellezza dei rispettivi carismi, ci ha dato forza.
Grazie al cammino sinodale, compiuto con perseveranza in ogni sua fase, abbiamo sognato insieme quella “Chiesa diversa” auspicata da Papa Francesco nell’ottobre 2021. Una Chiesa che ritorni con sincerità al Vangelo di Gesù e lo sappia annunciare in modo efficace e liberante, che si purifichi dagli asfissianti miasmi del clericalismo, che creda e attui finalmente la profezia del Concilio, che consideri fratelli e sorelle tutti e tutte, che riconosca – non più solo a parole ma con i fatti e nella verità – la pari dignità di ogni battezzato/a, la vocazione e il ruolo delle donne nella comunità. Una Chiesa che sappia costruire relazioni nuove, purificate e autenticamente improntate alla fraternità e alla sororità, che veda fortificarsi la comunione tra le nostre 50 Aggregazioni, non più assillate dalla smania di apparire e di competere, e tra clero e laici finalmente liberati da una deprimente e perdurante contrapposizione. Una Chiesa che faccia crescere tutti nella corresponsabilità e nella missione. Questo sogno condiviso ci ha rigenerati!
E ci ha donato le energie necessarie per ‘aprire processi’, come diceva ancora Francesco, guarendoci pian piano dalla smania di ‘occupare spazi’.
La Lumen Gentium al n.31 aveva affermato che la vocazione dei laici è “cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio” contribuendo così “quasi dall’interno a modo di fermento, alla santificazione del mondo”.
E questi ultimi anni ci hanno visto camminare e lavorare insieme, ad esempio, ai documenti “Non possiamo tacere” (25 agosto 2022) e “Un cantiere per Catania” (1° marzo 2023), nell’organizzazione del Tempo del Creato, delle Giornate mondiali della Pace e dei Poveri, nei percorsi ecumenici e interreligiosi e in tanti altri semi di fraternità sparsi in questi anni, semi che vanno custoditi e coltivati.
Questa è la mia speranza alla fine del lungo servizio donato alla Consulta: sospinti dallo Spirito, si continui a camminare insieme con coraggio, decisione, passione per annunciare uniti il Vangelo dell’amore.
*Segretaria CDAL
