Di Fausto Grimaldi *
Si è concluso con grande successo il ciclo di sei conferenze dedicate al “Commento al Credo” di San Tommaso d’Aquino. Gli incontri si sono svolti nella suggestiva cornice della Biblioteca “Vincenzo Romano O.P.” del Convento dei Padri Domenicani nel cuore del centro storico di Catania.
L’iniziativa, programmata per l’anno accademico 2025-2026, ha rappresentato un importante momento di approfondimento teologico, filosofico e culturale per l’intera comunità cittadina. Le relazioni sono state curate interamente dai soci della Società Internazionale Tommaso d’Aquino (S.I.T.A. Sicilia orientale), i quali hanno offerto analisi rigorose e spunti di riflessione attuali sul pensiero del Doctor Angelicus dimostrando l’estrema modernità del pensiero tomista.
Il successo di pubblico e l’alto livello del dibattito scientifico confermano il ruolo centrale del pensiero di Tommaso d’Aquino. fulcro di promozione culturale e spirituale nel territorio catanese.
Il Simbolo degli Apostoli, commentato magistralmente dall’Aquinate, tratta della professione di fede che in 12 articoli sintetizza il contenuto principale della Dottrina cristiana. Infatti, durante i sei incontri, i relatori hanno illustrato come la fede, secondo Tommaso d’Aquino, sia la base per accompagnare l’anima a Dio e per orientare la vita presente, unendo l’intelligenza umana e la Rivelazione.
Partendo da un principio fondamentale della Dottrina cristiana e cioè la “trasmissione della fede”, si è riusciti – nelle conferenze – a mettere al centro della fede cristiana non una teoria, ma una persona: Gesù Cristo. Trasmettere la fede (spesso definita nella teologia come Tradizione, dal latino tradere, cioè “consegnare/affidare, tramandare/trasmettere”) non è la semplice ripetizione di nozioni storiche o di un codice morale che si tramanda di padre in figlio ma un processo vitale, relazionale e comunitario; non significa, quindi, “insegnare solo una dottrina” ma favorire l’incontro vivo con Cristo. Chi trasmette la fede non comunica sé stesso o le proprie idee, ma si fa testimone di un vissuto e di un’esperienza di salvezza. Trasmettere la fede cristiana è molto più che narrare: significa accendere una fiaccola che si tramanda da una generazione all’altra. È l’atto con cui la comunità credente offre, a chi viene dopo, la possibilità di dare un senso pieno alla vita, scoprendosi amati da Dio.
La fede cristiana anzitutto si trasmette, poi la trasmissione avviene narrando e, infine, si narra testimoniando. La trasmissione, pertanto, prevede sia la narrazione sia la testimonianza così da evitare il rischio di una fede che diventi ideologia astratta o un insieme di regole morali. Senza la fede (cioè l’esperienza vissuta e l’adesione del cuore), la narrazione diventerebbe un semplice mito o folklore letterario.
In definitiva, trasmettere la fede attraverso la narrazione significa invitare l’altro ad entrare nella Storia della Salvezza, affinché la storia personale si intrecci con quella di Dio.
La fede è la prima cosa necessaria ad ogni cristiano; essa unisce l’anima a Dio, ci introduce alla vita eterna, ci guida nella vita presente ed è mezzo per vincere le tentazioni. Credere alla verità che la fede ci insegna più che a quanto vediamo con gli occhi, poiché la vista può ingannarci, ci permette di affermare che la scienza di Dio è sempre infallibile.
Come si è detto, le relazioni sono state curate interamente dai soci della Società Internazionale Tommaso d’Aquino (S.I.T.A. Sicilia orientale), associazione impegnata dalla sua fondazione nel dialogo tra il pensiero del Santo e la cultura del nostro tempo. L’apprezzamento per gli incontri ha evidenziato il desiderio di riscoprire le radici del pensiero filosofico e teologico di Tommaso d’Aquino che ha segnato la storia del pensiero umano.
*Presidente S.I.T.A. Sicilia orientale
