Domenica 21 giugno tornano in edicola, all’interno del quotidiano Avvenire, le pagine di Avvenire Catania, l’inserto curato dall’Ufficio per le Comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi. 

L’apertura è dedicata al Giubileo agatino che entra nel suo vivo: Alessandro Rapisarda raccoglie la testimonianza di padre Barbaro Scionti, parroco della Cattedrale, il quale traccia un bilancio di questi mesi in cui la devozione si è trasformata in un incontro profondo, specialmente con il mondo delle scuole, nel segno della libertà e del coraggio. 

A questo clima di rinnovamento spirituale si lega l’editoriale dell’arcivescovo Luigi Renna, che riflette sul significato delle reliquie e della bellezza come richiamo alla dignità umana, citando il monito di papa Leone XIV nella Magnifica Humanitas a non normalizzare il male. 

Il valore della memoria e dell’arte è ulteriormente approfondito nel pezzo di Giuseppe Russo che, attraverso le parole di Grazia Spampinato, direttrice del Museo Diocesano, descrive il minuzioso restauro del busto reliquiario della Santa condotto in sinergia con i Musei Vaticani, un intervento che ha restituito alla comunità un capolavoro medievale unico. 

Chiude i contributi della prima pagina l’analisi di Giuseppe Di Fazio sulla prossima visita del Papa a Lampedusa, un gesto simbolico per risvegliare le coscienze contro la globalizzazione dell’indifferenza e riaffermare che la dignità umana non perde mai valore, neanche quando attraversa una frontiera.

Il racconto prosegue affrontando le grandi sfide della modernità e della formazione cristiana. Francesco Alì intervista il professor Giovanni Gallo (ordinario di Informatica presso Unict) sui temi dell’enciclica papale, mettendo in guardia dai rischi di una rivoluzione tecnologica che rischia di deresponsabilizzare l’uomo e di escluderlo dalla catena decisionale in ambiti critici come la guerra o la salute. 

Infine, Alessandro Rapisarda presenta la 76ª Settimana liturgica nazionale che la città di Catania si appresta a ospitare a fine agosto, un appuntamento decisivo per ripensare l’iniziazione cristiana delle nuove generazioni e costruire itinerari di fede più vicini alla vita reale delle persone e delle comunità.