Un devoto con le mani a coppa che manifesta la propria fede, piazza Duomo ricoperta dal bianco dei sacchi, mani protese per pregare e affidarsi, la guida del clero. La Sant’Agata dei catanesi è questa devozione appassionata, fatta di volti e gesti, che ogni anno, nei giorni della festa, fa respirare il martirio e la santità. Parole rese in immagini da Fabrizio Villa – fotografo e giornalista catanese che collabora, tra gli altri, con Corriere della Sera e Getty Images – con l’installazione fotografica “Sant’Agata. Tra emozione e identità”, a Gallipoli per tutto agosto al Teatro Garibaldi. L’evento è promosso da ArtEcclesiae – il percorso dei beni culturali ecclesiastici proprio sulle orme di Sant’Agata realizzato a Catania da AR.CA in collaborazione con l’Arcidiocesi –, ArtWork, Città di Gallipoli e FAI Salento Jonico nell’ambito del gemellaggio tra le due città legate dalla devozione agatina, in occasione del programma per il IX Centenario del ritorno delle reliquie da Costantinopoli.
Una scelta che rinsalda una storia ormai quasi millenaria: Sant’Agata è la compatrona di Gallipoli, legata alla città dalla tradizione delle reliquie. “Con questo evento ArtEcclesiae porta fuori dalla Sicilia il racconto della devozione agatina, nel segno del gemellaggio tra il centro isolano e quello pugliese”, sottolinea Paolo Babbo, presidente di AR.CA e di ArtWork. “È un abbraccio di fede tra due città che si riconoscono in Sant’Agata e nella sua storia. È la conferma che i beni culturali ecclesiastici possono farsi ponte fra comunità. Ringrazio Fabrizio Villa per averci fatto dono di queste bellissime immagini che raccontano la profonda devozione verso Sant’Agata”.
L’allestimento visivo raccoglie undici immagini: dieci in bianco e nero e una a colori, dedicata al Busto reliquiario. “‘Sant’Agata. Tra emozione e identità’ nasce da un percorso che mi accompagna da quasi quarant’anni”, racconta Villa, che la Festa la fotografa da altrettanto tempo. La scelta, spiega, non guarda agli aspetti più noti dell’evento: “Ho scelto immagini che raccontano soprattutto la dimensione umana della Festa. Non mi interessava inseguire la spettacolarità dell’evento, ma fermarmi sui volti, sui gesti, sulla fatica, sull’attesa e sulla fede di una comunità”. E aggiunge: “Le dieci fotografie in bianco e nero eliminano il superfluo e riportano l’attenzione sulle persone; l’unica immagine a colori, dedicata al Busto Reliquiario, rappresenta il cuore simbolico dell’intero percorso”.
Per l’autore il valore dell’appuntamento sta soprattutto nel luogo che lo accoglie. “Essere stato invitato a Gallipoli rappresenta un grande onore. Non perché porto le mie fotografie fuori da Catania, ma perché le porto in una città che, come Catania, vive la stessa storia di fede”. Aggiunge Villa: “Per la prima volta non sento di raccontare una festa a chi non la conosce, ma di condividere un patrimonio spirituale e culturale con un’altra comunità che vive la stessa devozione”.
Il gemellaggio apre anche un fronte editoriale. Mercoledì 5 agosto, alle 20:15, nella Basilica Cattedrale di Sant’Agata a Gallipoli sarà presentato il volume “Congettura sull’approdo delle reliquie di S. Agata Vergine e Martire a Gallipoli” di Giovanni Battista Grossi, ristampa anastatica con traduzione a fronte a cura di Elio Pindinelli e Mario Cazzato, edito da Prospettive Editore ed Edizioni ArtWork Cultura. Dopo i saluti introduttivi di mons. Luigi Renna, arcivescovo metropolita di Catania, e mons. Fernando Tarcisio Filograna, vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, interverranno il relatore, il prof. Francesco Danieli, il coordinatore Eugenio Chetta e il sindaco di Gallipoli, l’avvocato Flavio Fasano. Nel corso della serata monsignor Piero De Santis benedirà i medaglioni realizzati dall’Associazione Gallipoli Nostra nella ricorrenza dei novecento anni dal ritrovamento della mammella di Sant’Agata.
Questi eventi costituiscono alcuni dei tasselli di un programma più ampio. Nei giorni 8 e 9 agosto, le reliquie del Velo e della Mammella di Sant’Agata saranno traslate a Gallipoli e a Galatina, luoghi legati alla tradizione del passaggio e della custodia delle reliquie della Santa. Sono previste, inoltre, le cerimonie civili di gemellaggio tra Catania e Gallipoli e solenni celebrazioni eucaristiche.