Foto: Giovanni Crisafulli

Sipario sulla 76ª Settimana Liturgica Nazionale, che nella giornata di ieri ha chiuso ufficialmente i suoi lavori a Catania lasciando in eredità alla Chiesa italiana un prezioso bagaglio di riflessioni e rinnovata speranza. Quattro giorni intensi di confronto e preghiera che hanno visto l’Arcidiocesi etnea diventare casa e cantiere per centinaia di delegati arrivati da ogni parte della Penisola, stretti attorno al tema «Una Chiesa che genera. Liturgia e Iniziazione cristiana». A tracciare il bilancio conclusivo dell’assise è stato Claudio Maniago, Arcivescovo di Catanzaro-Squillace e presidente del Centro di Azione Liturgica (CAL), il quale ha ricordato la natura profonda dell’evento: «La Chiesa è generativa, altrimenti non è la Chiesa del Signore». Richiamando la categoria dello stupore, cara alla Lettera apostolica Desiderio desideravi di Papa Francesco, Maniago ha sottolineato come la liturgia richieda anzitutto la capacità di accorgersi e rendersi conto per potersi lasciar coinvolgere. Un cammino avvalorato fin dall’apertura dal messaggio di incoraggiamento e benedizione di Papa Leone XIV.

Una comunità intera che si fa grembo della Fede

Le giornate catanesi non hanno voluto offrire ricette preconfezionate, ma stimoli e percorsi orientati a sostenere la vita concreta delle parrocchie e delle Chiese locali. La relazione finale, affidata al professor Giuliano Zanchi dell’Università Cattolica di Milano, ha indicato con chiarezza la direzione per il futuro: «Per transitare verso una nuova forma di iniziazione bisogna bagnarsi i piedi e farsi carico di molte trasformazioni. La più importante è congedarci da questa idea scolastica dell’iniziazione, sostanzialmente legata all’infanzia. È tutta la comunità che è iniziatica e che fa in modo che tutti coloro che lo vogliono, grandi o piccoli, incontrino Gesù nella loro vita». Un’analisi condivisa e rilanciata da don Mauro Dibenedetto, Segretario del CAL, che ha evidenziato la portata «intensa e provocatoria» degli interventi, destinati ad arricchire il cantiere dell’iniziazione cristiana in tutto il Paese. Il successo di questa edizione ha poggiato anche sulla calda accoglienza della Chiesa e della città di Catania, guidata con costante presenza e spirito di condivisione dall’arcivescovo Renna.

Il passaggio del testimone: nel 2027 a Castel Gandolfo

Al termine delle sessioni si è svolto il tradizionale e significativo passaggio del testimone. La 77ª Settimana Liturgica Nazionale si terrà dal 23 al 26 agosto 2027 nella diocesi di Albano, presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo, struttura voluta da San Paolo VI e oggi custodita dal Movimento dei Focolari. Ad accogliere il mandato con profonda gratitudine è stato il vescovo di Albano, Vincenzo Viva: «Siamo consapevoli che il compito che ci attende non sarà facile, poiché ci inseriamo in una tradizione lunga ottant’anni che ha segnato il cammino delle nostre Chiese in Italia. Seguire Catania rappresenta una sfida, perché qui è stato espresso il meglio dell’ospitalità siciliana; cercheremo, nella semplicità e nell’umiltà della nostra Chiesa, di fare altrettanto bene». Sotto la protezione di Sant’Agata, Catania saluta così i convegnisti, lasciando un’eredità viva: la certezza che solo una comunità capace di stupirsi può continuare a generare alla Fede.