di don Giovanni Mazzeppi

«Scoprire e vivere la dimensione di infinito che è in ogni coppia cristiana». È stato questo il tema dell’incontro che, martedì 1° settembre, dalle 19.30 alle 21.00, ha riunito numerose coppie di sposi dell’Arcidiocesi di Catania nella parrocchia di Santa Maria della Salute in Catania.

A guidare la riflessione è stato Mons. Renzo Bonetti, sacerdote della diocesi di Verona e per molti anni direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia della CEI. L’appuntamento è stato realizzato dalla parrocchia, con la collaborazione dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Famiglia e della sezione Famiglia del Rinnovamento nello Spirito Santo di Catania.

É stata una serata dedicata non tanto a ciò che gli sposi devono “fare”, quanto anzitutto alla riscoperta di ciò che sono. Mons. Bonetti ha infatti invitato le coppie a riconoscere nella loro stessa esperienza d’amore quei «frammenti di infinito» che rivelano la loro identità più profonda di uomo e donna creati a immagine e somiglianza di Dio.

Un amore che porta in sé l’infinito

Perché parlare di infinito nella vita di una coppia? La risposta è stata cercata nell’esperienza concreta dell’amore.

L’amore non si può misurare. Quando è autentico tende spontaneamente al «per sempre». È un’esperienza universale, che appartiene all’uomo indipendentemente dalla condizione sociale, dall’età o dalla cultura. E può diventare così grande da rendere una persona capace di dare la propria vita per chi ama.

Proprio qui, secondo Mons. Bonetti, si può intravedere qualcosa che supera l’uomo stesso: «Dentro di me c’è qualcosa che mi supera». L’amore per il coniuge o per un figlio può diventare più grande della propria stessa vita. Sono questi i «frammenti di infinito» presenti nell’esperienza umana dell’amore.

Da qui un’affermazione particolarmente significativa della serata: «Se c’è qualcosa che assomiglia a Dio sulla terra, è l’amore di coppia».

Imparare ad amare guardando alla Trinità

Per gli sposi cristiani, tuttavia, riconoscere questa grandezza è soltanto l’inizio. Se l’uomo e la donna sono immagine e somiglianza di Dio, occorre chiedersi come questa somiglianza possa diventare uno stile concreto di vita.

Il riferimento indicato da Mons. Bonetti è la Trinità. Gesù rivela un Dio che è comunione e insegna agli sposi a vivere una relazione nella quale unità e distinzione non si contrappongono.

L’amore non cancella la diversità dell’altro, ma la fa risplendere: «Io sono diverso da te per promuovere la nostra unità, e la nostra unità esiste per far risplendere la tua bellezza e la mia».

Da questa prospettiva derivano atteggiamenti molto concreti per la vita matrimoniale: coinvolgersi reciprocamente, condividere, assumersi la responsabilità della relazione e imparare a comunicare non soltanto ciò che si fa, ma anche ciò che si vive interiormente.

Mons. Bonetti si è soffermato in particolare sulla condivisione dell’anima: avere il coraggio di confidare al proprio coniuge le paure, le difficoltà, le fragilità e perfino i momenti di poca fede. Una forma di intimità che può condurre la coppia a una comunione ancora più profonda.

Qual è il nostro progetto di coppia?

La riflessione si è quindi trasformata in una domanda rivolta direttamente agli sposi: «Noi due, quale progetto abbiamo di coppia? Dove vogliamo arrivare?»

Il progetto matrimoniale, ha ricordato Mons. Bonetti, non può esaurirsi nel crescere i figli e “sistemarli”, né nel raggiungere una situazione di semplice tranquillità. I figli stessi hanno bisogno di vedere nei genitori un ideale e di poter riconoscere, attraverso di loro, la bellezza di un amore che continua a crescere.

La vita di coppia non può dunque accontentarsi dell’abitudine. L’amore domanda continuamente cammino, creatività, dono, sorpresa e attenzione. La domanda da porsi diventa allora molto concreta: amo mia moglie o mio marito più di un anno fa? Stiamo crescendo insieme nell’amore oppure ci siamo fermati?

Le coppie fragili non siano lasciate sole

Nel dialogo conclusivo è emerso anche il tema delle ferite e delle difficoltà che possono attraversare una famiglia. Problemi dei figli, malattie, difficoltà economiche e crisi possono dividere una coppia, ma possono anche diventare occasioni nelle quali marito e moglie riscoprono ciò che è veramente essenziale e ricostruiscono la loro unità.

Da qui l’appello di Mons. Bonetti a una vera fraternità tra famiglie. Le coppie cristiane in difficoltà non possono essere lasciate sole e, soprattutto, non devono diventare oggetto di giudizio.

A volte la pastorale della prossimità comincia da gesti semplicissimi: invitare una coppia a prendere un caffè, condividere un pranzo, fare una passeggiata insieme, offrire ascolto e amicizia. «Si tratta di amare le coppie in difficoltà, non di giudicare», ha ricordato Mons. Bonetti.

La fragilità diventa così una chiamata rivolta all’intera comunità cristiana: promuovere fraternità, vicinanza e aiuto reciproco, perché nessuna famiglia debba affrontare da sola i momenti più difficili.

La coppia racconta il volto di Dio

La conclusione dell’incontro ha consegnato agli sposi una consapevolezza e, insieme, una missione.

Il cielo, le montagne, i fiori e il mare raccontano la bellezza della creazione. Ma è nell’amore vissuto tra un uomo e una donna che può rendersi visibile qualcosa del mistero stesso di Dio.

«Non c’è nulla al mondo che dica chi è Dio più della tua coppia», ha affermato Mons. Bonetti.

Una frase che può riassumere il senso dell’intera serata: la coppia cristiana, pur dentro i propri limiti e le proprie ferite, custodisce una vocazione straordinaria. È chiamata a scoprire la bellezza che Dio ha nascosto nell’amore dell’uomo e della donna e a renderla visibile nella quotidianità.

Un «frammento di infinito» affidato alla vita ordinaria di due sposi perché, attraverso il loro amore, anche altri possano intravedere il volto di Dio.

Un commento su “La coppia cristiana, «frammento di infinito»: a Catania l’incontro con mons. Renzo Bonetti”

  1. Incontro interessante e formativo, la fede in nostro Signore aiuta le coppie nelle difficoltà e fa da esempio di vita cristiana.

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