Curata dalla Fondazione Sicilia, approda a Catania la mostra fotografica che presenta un percorso tra pubblico e privato di Piersanti Mattarella, il presidente della Regione Siciliana che cambiò un’epoca. Dopo l’inaugurazione, che si terrà stasera, sabato 12 settembre alle 17.30, al Museo Diocesano, hub di ArtEcclesiae Catania, partner dell’iniziativa, la mostra fotografica sarà visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 21 fino al 30 settembre e rientra nel percorso di visita del museo.
L’esposizione viene riproposta, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Catania – Museo Diocesano di Catania, l’Unione Giuristi Cattolici Italiani – Sezione di Catania, ArtEcclesiae Catania, Sicily Art and Culture e con il contributo di Banca del Fucino, dopo l’allestimento, nel 2025, a Villa Zito. In questo modo la Fondazione Sicilia ha voluto celebrare idealmente il novantesimo anniversario della nascita del presidente della Regione, brutalmente ucciso a Palermo il 6 gennaio del 1980.
Un percorso visivo che ha restituito, soprattutto alle giovani generazioni, il ritratto dell’uomo “con le carte in regola” nella vita privata come nell’esercizio dei suoi compiti istituzionali. Le fotografie, la maggior parte delle quali inedite e provenienti dagli archivi della famiglia Mattarella, a partire dagli anni Quaranta del Novecento, ripercorrono nel tempo la sua formazione, il suo ingresso in politica, la sua ascesa al vertice del Governo regionale e, in generale, la brillante carriera politica di Piersanti Mattarella, ma anche la sua dimensione umana e familiare, attraverso le immagini che lo ritraggono con il padre, la madre, i fratelli, la moglie, i figli, che gli sono accanto durante tutto il suo percorso, contribuendo a delinearne un ritratto a tutto tondo.
Emerge così la figura di un uomo delle Istituzioni, erede del pensiero politico di Sturzo, Dossetti e La Pira e ispirato da ideali di democrazia, di trasparenza e di politica come servizio alla comunità, e, allo stesso tempo, quella del figlio che nel tempo diventa a sua volta marito e padre amorevole, circondato da un calore di affetti di cui è il centro e l’attore principale.
Si susseguono così le immagini che lo ritraggono accanto a Moro, a Pertini, ai papi Pio XII e Giovanni XXIII, soltanto per citarne alcune, che si intrecciano con quelle di momenti familiari vissuti con serenità e perno leggerezza, temporanei allontanamenti dai travagli e dalle asperità della vita pubblica.