di Suor Ivana Sanfilippo Scimonella sba

Non una raccolta di proposte da eseguire alla lettera, né un modello uguale per tutti. 

La scheda della Prima Tappa del nuovo percorso catechistico diocesano nasce con un obiettivo ben preciso: offrire alle comunità uno strumento di lavoro concreto, capace di ispirare, orientare e sostenere l’azione educativa di presbiteri, catechisti e comunità parrocchiali, lasciando però spazio alla creatività pastorale e alla ricchezza dei singoli territori. 

Tra proposte esperienziali, ascolto della Parola, attività di gruppo, coinvolgimento delle famiglie e attenzione alla vita della comunità, la scheda mette a disposizione esempi applicativi che possono essere adattati, arricchiti e persino trasformati secondo le esigenze delle parrocchie.

L’itinerario si sviluppa attraverso diverse tappe che accompagnano progressivamente i ragazzi ad aprire il cuore, la mente e la volontà all’incontro con il Signore. Le attività proposte mirano a favorire la conoscenza reciproca, la costruzione di relazioni autentiche, l’accoglienza delle diversità, la scoperta della comunità cristiana e la maturazione di atteggiamenti evangelici concreti.

Il coinvolgimento delle famiglie

Grande attenzione viene riservata anche al coinvolgimento delle famiglie. In numerosi momenti del percorso i genitori non sono semplici destinatari di comunicazioni, ma diventano parte attiva dell’esperienza catechistica attraverso incontri, attività condivise, racconti della propria fede e occasioni di partecipazione alla vita comunitaria. La scelta riflette la convinzione che l’Iniziazione Cristiana sia un cammino che coinvolge l’intera comunità educante e non soltanto i ragazzi iscritti ai gruppi di catechesi. 

L’invito rivolto ai catechisti è chiaro: non limitarsi a “fare la scheda”, ma utilizzarla come punto di partenza. Ogni realtà ecclesiale possiede infatti caratteristiche proprie, risorse differenti, sensibilità educative diverse e sfide specifiche. Per questo motivo le attività proposte non vanno considerate come formule preconfezionate, ma come piste di lavoro dalle quali lasciarsi provocare per progettare percorsi che parlino realmente ai bambini, alle famiglie e alla comunità locale.

Una verifica sul campo

La vera verifica del percorso avverrà sul campo! Sarà l’incontro concreto con i gruppi a far emergere ciò che funziona maggiormente, le intuizioni più feconde, ma anche gli aspetti che richiedono ulteriori approfondimenti. L’esperienza diretta permetterà di individuare punti di forza e punti di debolezza, di comprendere quali metodologie risultino più efficaci e quali, invece, necessitino di essere approfondite e ulteriormente maturate. 

In questa prospettiva, le schede assumono anche il valore di un laboratorio pastorale diffuso: uno strumento che non termina il proprio compito nel momento della consegna, ma continua a vivere attraverso l’utilizzo che ne faranno i presbiteri, i catechisti e le comunità. 

Le osservazioni raccolte, le difficoltà incontrate e le buone pratiche sperimentate costituiranno un patrimonio prezioso per la crescita dell’intero progetto catechistico diocesano e dell’intera Chiesa di Catania, che si troverà confrontata con la sfida di misurare la propria capacità generativa.

Ascolto, confronto, formazione

Proprio per accompagnare questo processo, l’Ufficio Catechistico Diocesano promuoverà momenti specifici di ascolto, confronto e formazione. Saranno occasioni per leggere insieme le esperienze maturate, a partire dall’applicazione dei momenti dell’icona biblica presenti nella scheda e dei relativi tre passi. Un desiderio diventato orientamento già indicato e incoraggiato dall’Arcivescovo, che ha richiamato l’importanza di una catechesi in continuo dialogo con la realtà e capace di crescere attraverso la verifica e la formazione permanente, che per l’anno avvenire seguirà personalmente.

Più che un semplice sussidio, dunque, la Prima Tappa rappresenta l’inizio di un cammino condiviso. Un invito a mettersi in gioco, a sperimentare, a osservare e a imparare dall’esperienza, perché la catechesi non sia mai la ripetizione di uno schema, ma l’arte di accompagnare persone reali dentro contesti concreti all’incontro con Cristo e con la comunità ecclesiale. 

Siamo tutti/e sullo stesso lago nella stessa barca, speriamo che seguendo il maestro le nostre reti possano essere cariche, in special modo dell’amore profuso nel tentativo di annunciare a tutti e a ciascuno la “Buona Novella”.

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