Site icon Prospettive

Un nuovo cammino di comunione: Mons. Barbaro Scionti inizia il suo ministero pastorale a Mascalucia

L’ingresso di un nuovo parroco rappresenta sempre un passaggio fondamentale nella vita spirituale e civile di un territorio, una tappa in cui la memoria grata verso il passato si intreccia con l’attesa fiduciosa del futuro. Domenica 11 ottobre 2026, la comunità di Mascalucia ha vissuto un momento di profonda festa e intensa partecipazione per l’avvio del ministero pastorale di Mons. Barbaro Scionti, chiamato a guidare unitamente la Chiesa Madre – Santuario Santa Maria della Consolazione e la Parrocchia di San Vito.

L’evento ha visto la presenza partecipe delle comunità parrocchiali, arricchita dall’intervento di numerose autorità civili e militari, tra cui i sindaci di Mascalucia e Nicolosi, il questore, il prefetto emerito, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni scolastiche, oltre a tanti fedeli giunti da Catania per accompagnare il nuovo parroco.

La visione dell’Arcivescovo: un’unica comunità in cammino

Nel corso della solenne celebrazione nella Chiesa Madre, l’Arcivescovo ha offerto un’omelia densa di spunti teologici e indicazioni concrete per la vita della diocesi. Partendo dal significato profondo del ministero sacerdotale, il presule ha invitato i fedeli a rendere grazie al Signore per il dono del sacerdozio, sottolineando come la parrocchia appartenga prima di tutto a Dio e sia il luogo di unione tra il sacerdozio battesimale e quello ministeriale, citando la celebre massima di Sant’Agostino secondo cui dalle buone pecore vengono i buoni pastori e dai buoni pastori le buone pecore.

L’Arcivescovo ha voluto rassicurare con fermezza i fedeli riguardo al nuovo assetto organizzativo: la scelta di affidare le due parrocchie a un unico parroco non sottende alcuna volontà di soppressione, bensì il desiderio di promuovere un cammino condiviso. Richiamando l’esempio dei ragazzi che hanno già sperimentato con successo attività giovanili, l’omelia ha sottolineato come la storia attuale chieda non di dividere ma di unire, superando frammentazioni per andare in profondità e riscoprire un autentico senso di Chiesa.

Nel descrivere la figura del sacerdote, l’Arcivescovo ha richiamato le parole riportate nell’immaginetta ricordo diffusa per l’occasione, tratte dagli Atti del martirio di Sant’Agata: la massima libertà e nobiltà sta nel dimostrare di essere servi di Cristo. Il presbitero è dunque un uomo libero da pretese, condizionamenti o umori personali, capace di adattarsi a ogni contesto — come ricordato dall’apostolo Paolo nella lettura domenicale — perché trova la propria forza unicamente in Colui che lo sostiene.

Commentando le letture liturgiche, l’omelia ha poi ripercorso la profezia di Isaia del banchetto divino preparato sul monte, dove la morte verrà eliminata per sempre, e la parabola evangelica delle nozze a cui tutti, buoni e cattivi, sono invitati dai crocicchi delle strade. La parrocchia deve essere proprio questo: una casa inclusiva per chiunque cerchi il Signore, dove ciascuno è chiamato a indossare e custodire la veste nuziale della carità, della comunione e del perdono.

In questo cammino, Mons. Scionti sarà affiancato da una squadra sacerdotale ed ecclesiale articolata: accanto alla presenza dei padri Passionisti e del seminarista Vincenzo Messina, l’Arcivescovo ha presentato i due diaconi tanzaniani – don Dixon e don Innocent – inviati per curare in modo speciale la catechesi e la pastorale giovanile, imparando a camminare insieme alla comunità.

Il saluto di Mons. Scionti: gratitudine e prospettive

Nel suo primo discorso da parroco di Mascalucia, Mons. Barbaro Scionti ha espresso profonda commozione, rivolgendo un ringraziamento accorato all’Arcivescovo per la costante fiducia accordatagli negli anni di stretta collaborazione, così come a tutti i suoi predecessori che hanno arricchito le comunità con il loro servizio. Ha poi salutato calorosamente i rappresentanti istituzionali e le forze dell’ordine, ribadendo l’importanza di un dialogo sereno e costante tra la Chiesa e le realtà civili del territorio.

Con lo stile schietto e la sensibilità che lo contraddistinguono, Mons. Scionti ha confidato la gioia e la trepidazione nel ritornare a svolgere il servizio di parroco di periferia e di paese dopo la lunga e complessa esperienza vissuta in Cattedrale a Catania. Riprendendo il pensiero di Papa San Giovanni XXIII e l’insegnamento del Concilio Vaticano II — aperto proprio in un 11 ottobre — il nuovo parroco ha ricordato che la parrocchia deve essere la fontana del villaggio da cui sgorga l’acqua viva di Cristo.

I tratti fondamentali del suo programma pastorale si concentreranno sull’essenziale: la valorizzazione dell’Eucaristia domenicale come momento culmine della comunità, l’ascolto costante e orante della Parola di Dio per la formazione di adulti e giovani, e la promozione di un confronto autentico e fraterno che sappia guidare il discernimento comunitario.

Per dare subito concretezza a questo nuovo corso, Mons. Scionti ha annunciato la convocazione della prima Assemblea Pastorale Interparrocchiale. Sarà l’inizio operativo di un percorso d’ascolto condiviso, destinato a coinvolgere i consigli pastorali, i catechisti e tutte le forze vive delle due comunità.

L’inizio del ministero di Mons. Scionti si apre dunque all’insegna della speranza, dell’unità e di un rinnovato slancio evangelico, nel segno della devozione a Maria Santissima della Consolazione, a San Vito e alla patrona diocesana Sant’Agata.

Exit mobile version