Site icon Prospettive

La bellezza della nostra memoria e la speranza della Risurrezione

All’approssimarsi delle solennità di Tutti i Santi (1° novembre) e della Commemorazione di tutti i fedeli defunti (2 novembre), siamo invitati a riscoprire il valore profondo di due giornate che parlano al cuore della nostra identità, della vita familiare e della fede.

La tradizione siciliana: un’educazione all’amore e alla memoria

In Sicilia, la “Festa dei Morti” si è sempre espressa attraverso una pedagogia delicata e ricca di umanità. La consuetudine dei piccoli doni, dei giocattoli e dei dolci tipici custoditi e cercati la mattina del 2 novembre — frutta martorana, ossa di morto, rame di Napoli — non è mai stata una macabra messinscena, ma un gesto familiare d’affetto.
Attraverso la letterina ai parenti defunti e la visita comunitaria al cimitero per accendere un lume e curare le tombe, generazioni di bambini hanno imparato a conoscere i volti e le storie dei propri antenati. È una vera e propria catechesi familiare che insegna che l’amore sopravvive al distacco e che chi ci ha amato continua a volerci bene in Dio. La morte non viene nascosta o trasformata in uno spettacolo di paura, ma accolta nella preghiera e illuminata dalle parole di Cristo: «Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11,25).

Guardarsi dalle derive di Halloween: il monito degli esorcisti e il discernimento

Se per molte famiglie e per le persone di cultura anglosassone Halloween o la sua origine (All Hallows’ Eve, la “vigilia di Tutti i Santi”) rappresenta un’occasione di gioco o un legame con le proprie radici, l’esperienza pastorale e il ministero degli esorcisti spingono a un serio discernimento educativo e spirituale.
La preoccupazione nasce dalla progressiva trasformazione commerciale e culturale di questa ricorrenza, che tende a esaltare il macabro, l’orrore, il sangue, la violenza e la “cultura di morte”. Vi sono diversi livelli di rischio da non sottovalutare:

Una proposta per le comunità: riaffermare la Luce

L’invito rivolto a famiglie, parrocchie, scuole e associazioni non è quello di alimentare paure o contrapposizioni sterili, ma di offrire un’alternativa ricca di luce e di senso:

* Vicario generale dell’arcidiocesi di Catania

Exit mobile version