Foto: G. Crisafulli

Ieri la Basilica Cattedrale di Catania ha vissuto un momento di profonda comunione e festa ecclesiale, con la solenne concelebrazione Eucaristica per l’inizio del ministero di don Salvatore Alì, nominato nuovo parroco con decreto arcivescovile dello scorso 28 agosto. La Messa, presieduta dall’Arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna, segna l’inizio ufficiale di una nuova pagina per la comunità di Sant’Agata e per l’intera Arcidiocesi. A fare da cornice alla celebrazione vi è stata un’assemblea gremita e partecipata, con la presenza delle più alte autorità civili, militari e accademiche della città, degli arcescoviemeriti rispettivamente di Catania, mons. Salvatore Gristina, eSiracusa, mons. Salvatore Pappalardo, del Capitolo Metropolitano e di numerosi sacerdoti. Straordinario e commovente è stato l’abbraccio della comunità di Paternò, giunta in massa in Cattedrale per dimostrare immenso affetto e gratitudine nei confronti del proprio storico pastore. 

Durante la liturgia, l’Arcivescovo Renna ha pronunciato un’intensa omelia incentrata sull’alto valore spirituale del ministero affidato a don Salvatore Alì. Monsignor Renna ha ricordato come la Cattedrale rappresenti il cuore pulsante e la casa di tutta la Chiesa diocesana, un luogo in cui la ricca devozione popolare verso Sant’Agata deve trovare costante nutrimento e compimento nell’incontro vivo con l’Eucaristia e con la Parola di Dio. L’Arcivescovo ha evidenziato l’importanza di una guida pastorale d’ascolto, di accoglienza e di paternità spirituale, esortando la comunità parrocchiale e i collaboratori ad accompagnare il nuovo parroco con la preghiera e la corresponsabilità, e rivolgendo al contempo un sincero e grato pensiero a mons. Barbaro Scionti per il prezioso e faticoso servizio svolto negli anni precedenti.

Il ritorno a casa

Per don Salvatore Alì non si tratta semplicemente di un nuovo incarico, ma di un riabbraccio con le proprie radici spirituali. Nato a Catania il 24 gennaio 1967, proprio in questa Cattedrale ha ricevuto l’ordinazione diaconale il 14 settembre 1993 e quella presbiterale il 25 marzo 1994. Tornare qui da Parroco, dopo trentadue anni, significa per lui «tornare a casa». Come lui stesso ha confessato, la Cattedrale non è mai stata un semplice monumento, ma la «Chiesa Madre» che lo ha generato al sacerdozio e che custodisce la sua promessa. 

Don Salvatore porta nel cuore del capoluogo etneo un’articolata e ricca esperienza pastorale. Dopo aver conseguito il Baccellierato in Sacra Teologia nel 1993 e la Licenza in Teologia del Matrimonio e della Famiglia presso il Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” a Roma nel 1995, ha servito come segretario personale dell’arcivescovo Luigi Bommarito dal 1995 al 2000. Successivamente ha speso molti anni nel territorio di Paternò, guidando la Chiesa Madre “Santa Maria dell’Alto” (2000-2003 e 2006-2015), le comunità di Santa Margherita e San Giuseppe a Sferro (2003-2006) e infine la Parrocchia “Spirito Santo” dal 2015 al 2026, realtà dove dichiara di aver «lasciato il cuore». Il suo servizio ha toccato settori chiave della vita diocesana: dalla direzione dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali a quella dell’Ufficio per la Pastorale Familiare diocesano e regionale, passando per la direzione del Diaconato permanente, il servizio come Assistente ecclesiastico AGESCI per la Zona “Etna Alto Simeto” e il lavoro di Consulente etico presso il Consultorio Familiare “Il Cammino” di Paternò. Oltre al nuovo compito di Parroco, assume oggi anche la guida del Vicariato I come Vicario foraneo, l’assistenza ecclesiastica dell’Arciconfraternita di S. Orsola e la rettoria delle chiese di San Placido, Santa Maria dell’Indirizzo e Sant’Orsola.

Le tre dimensioni della Cattedrale e il messaggio di saluto

Guardando al presente, la vita della Cattedrale richiede un equilibrio armonioso tra diverse anime. Don Salvatore ha ben chiare le tre dimensioni che convivono in questo luogo sacro: è la chiesa del Vescovo, la casa di Sant’Agata e la parrocchia di chi abita nel centro storico. Nel toccante discorso di saluto e di ringraziamento letto al termine della Messa, don Salvatore ha rievocato il pensiero del cardinale Carlo Maria Martini, ricordando che la Cattedrale non è una parrocchia più grande ma la casa di tutti, dove si entra a piedi scalzi perché si è nel cuore della Diocesi. Ha poi confidato la frase biblica che guida da sempre i suoi trentadue anni di sacerdozio, «Scio cui credidi» («So in chi ho posto la mia fiducia», 2 Tm 1, 12), sottolineando la certezza che la Grazia di Dio precede sempre ogni passo. La sua priorità è fare in modo che le porte rimangano aperte per tutti come la casa di Betania, trasformando la devozione popolare in un incontro autentico con Cristo. 

Nel medesimo messaggio, Don Salvatore ha illustrato il valore dell’immaginetta ricordo consegnata ai fedeli, raffigurante l’affresco dell’abside con la gloria di Sant’Agata, in cui ritrova la sintesi del suo percorso: Gesù che lo ha chiamato, la Madonna dell’Alto della sua prima parrocchia a Paternò, lo Spirito Santo della comunità guidata negli ultimi undici anni e Sant’Agata che oggi lo accoglie. Un momento di intensa commozione è stato dedicato proprio ai fedeli paternesi, a cui ha assicurato che rimarranno per sempre nel suo cuore, oltre ai saluti istituzionali rivolti alle autorità per una collaborazione proficua a favore del bene comune e della giustizia sociale. 

La lunga esperienza maturata nella Pastorale Familiare guiderà profondamente il suo stile d’ascolto. La famiglia, definita dal Concilio «chiesa domestica» e richiamata come la prima cattedrale, sarà al centro del suo ministero attraverso l’accoglienza, l’ascolto delle gioie e delle ferite, e la cura delle relazioni. Un’attenzione particolare sarà riservata anche alla preparazione delle coppie che celebreranno il matrimonio a San Placido e ai genitori che chiederanno il battesimo per i loro figli. 

Accanto alle famiglie, uno sguardo attento sarà rivolto ai giovani. Consapevole che l’allontanamento dalla Messa non è un semplice strascico della pandemia ma un’emergenza preesistente, don Salvatore punta a offrire loro non intrattenimento, ma responsabilità, fiducia e momenti di discernimento. Un’occasione preziosa sarà rappresentata dai tantissimi giovani che affollano la Cattedrale e le processioni durante le festività agatine, verso i quali immagina un percorso di formazione e crescita spirituale lungo tutto l’arco dell’anno.

Un augurio di buon cammino

«Vengo in punta di piedi e desidero mettermi a servizio di tutti»: è questo il messaggio più autentico con cui don Salvatore Alì si presenta alla città di Catania. Non un parroco manager o un semplice amministratore, ma un pastore che desidera camminare insieme alla sua comunità, mettendosi in ascolto e spezzando il Pane della Parola e dei Sacramenti. A coronamento della celebrazione, prima di ricevere la benedizione episcopale, don Salvatore ha compiuto un gesto di filiale affidamento deponendo un omaggio floreale ai piedi delle immagini di Sant’Agata e del Beato Cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet. Nel formulare i migliori auguri di un fruttuoso e sereno ministero al nuovo Parroco, facciamo nostre le sue parole, vera bussola per ogni comunità cristiana: «solo l’amore trasforma il mondo». Buon cammino, Parroco.