PROSPETTIVE, UNA STORIA CHE SI RINNOVA

Entrato nel suo 41° anno di vita, PROSPETTIVE si apre a nuove sfide nel mondo dell’informazione e attua alcuni cambiamenti. Diventa ufficialmente un quotidiano on line e cambia editore. La nuova società editrice è AR.CA SRL, il cui legale rappresentante è il dott. Paolo Babbo. Il direttore responsabile resta Giuseppe Di Fazio, già caporedattore de La Sicilia, e socio fondatore della Fondazione del Giornalismo Mediterraneo.

Un po’ di storia

Nato nel 1985 come bisettimanale cattolico, cartaceo, “Prospettive” è divenuto settimanale il 5 gennaio del 1986 e poi, dal 2016, con la denominazione “Prospettive.eu” si è trasferito sul web, divenendo un giornale online.

In questi 40 anni si sono succeduti alla guida del giornale un caporedattore storico, Salvo Nibali (prematuramente deceduto) e cinque direttori (tre sacerdoti – Agatino Giuffrida, Giuseppe Bruno, Giuseppe Longo – e due laici, Salvatore Giuliano e Giuseppe Di Fazio, attualmente in carica ).

Nella storia del giornale figurano inchieste o campagne giornalistiche a favore della giustizia sociale, del contrasto alla povertà educativa, al clientelismo e al potere laico-tecnocratico. Già nel 1985, per esempio, un articolo a firma dell’allora giovane parroco di Zia Lisa, don Piero Sapienza,
Prospettive lanciava l’allarme sociale su un asilo, da poco costruito, ma totalmente abbandonato
dall’amministrazione comunale in un territorio ad altissima dispersione scolastica. Quella
campagna, durata anni, ha evitato che la struttura venisse definitivamente abbandonata o adibita ad altri scopi.

Dieci anni più tardi, nel 1995, per andare a un altro esempio ancora più eclatante, Prospettive si intestò la battaglia contro la gestione verticistica e anti-sussidiaria del Comune da parte della prima giunta Bianco. Ci fu una rivolta del mondo cattolico, delle parrocchie e dell’associazionismo a cui Prospettive diede voce. Catania, senza presìdi di solidarietà rischiava di esplodere. Gli articoli pubblicati su Prospettive portarono a un rimpasto della giunta e a un cambio di direzione: si comprese che più società fa bene allo Stato e all’Ente pubblico territoriale.

Sono solo due esempi, ma altri se ne potrebbero portare

Oggi Prospettive vive una nuova stagione: vanta una nutrita rete di collaboratori (in larga parte under 30), per lo più formatisi attraverso i corsi gestiti dall’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi. Il giornale, inoltre, in questi ultimi anni ha effettuato alcune scelte di fondo. La prima: privilegiare l’approfondimento sulla cronaca spicciola. La seconda: affinare uno sguardo capace di scoprire fra le pieghe della cronaca (anche quella nera) “pepite” di bene, semi di speranza. La terza: promuovere una informazione che accompagni il lettore alla comprensione dei fenomeni e non alimenti una “comunicazione armata” che semina odio e divisioni nella società. Con questo bagaglio, “Prospettive” si avvia a vivere una nuova fase della sua storia.
In questa ottica, ci proponiamo di guardare in profondità il reale, a non oscurare i volti delle persone di cui ci occupiamo, a lasciarci ferire dalle storie che incontriamo. Solo se ci mettiamo in questa prospettiva saremo capaci di scorgere i piccoli segni di luce che persistono anche nelle situazioni più oscure. Ma per riuscire a vederli, dobbiamo lasciarci stupire dal reale.
Cioè dobbiamo essere veri, noi per primi.

16 gennaio 2026