
Don Fausto Grimaldi, sacerdote della diocesi di Catania e docente incaricato presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum) in Roma, ha partecipato lo scorso 26 giugno alla 7th International Conference on Philosophy & Meaning in Life, svoltasi dal 25 al 27 giugno 2025 presso la Carleton University di Ottawa, in Canada. Nell’ambito del convegno, ha tenuto una relazione dal titolo Meaning of life and the relationship “person-body” in St. Thomas Aquinas: their connection with neuroscience.
Nel suo intervento ha affrontato il tema del senso della vita, partendo dalla constatazione che, in un contesto segnato da incertezze e tensioni, la ricerca di significato può offrire un orientamento personale e collettivo. Alla base, il richiamo a Socrate: “una vita senza ricerca della propria interiorità non è degna di essere vissuta”. La riflessione ha incluso diverse possibilità attraverso cui l’uomo può riscoprire il significato della propria esistenza: l’amore, la conoscenza, la relazione, la spiritualità, la pace interiore, il servizio.
Nel rapporto con l’ignoto – dimensione che può generare tanto fascino quanto paura – la cultura, la fede e la conoscenza sono state indicate come strumenti che, pur non cancellando il limite umano, aiutano a viverlo in modo non difensivo, ma aperto.
La prospettiva assunta è quella del pensiero di san Tommaso d’Aquino, che considera l’essere umano come unità di anima e corpo. Il corpo, in questa visione, non è un accessorio ma parte essenziale della persona e partecipe della sua tensione alla felicità. In opposizione a una concezione riduttiva, Grimaldi ha proposto un approccio che recupera la centralità del soggetto personale, in cui corpo e mente sono strumenti della persona, composta da materia e forma.
La riflessione si è intrecciata con il contributo delle neuroscienze, in particolare con gli studi del neurofisiologo Walter Freeman sulla “dinamica caotica dell’intenzionalità”. A partire da questi dati, è stato possibile interrogarsi su come l’attività neuronale sia legata ai processi cognitivi e alla costruzione di significato.
Il passaggio da un’impostazione mente/corpo a una visione persona/corpo permette, in continuità con l’ontologia tomista, di superare alcune fragilità teoriche dell’umanesimo moderno, orientandosi verso una prospettiva più solida e coerente.
