La “Coperta della Speranza” a fratel Biagio, in penitenza e a digiuno per pregare contro il covid

di Vincenzo Caruso

Un bel gesto, quello dello della coperta di lana offerta da trenta anziani di varie associazioni a fratel Biagio, il 10 marzo scorso, su iniziativa del sindacato di polizia di stato Siulp di Palermo e consegnata dal Questore Leopoldo Laricchia: tessuta con lana di vari colori è diventata, cucendo tutti i pezzi insieme, con effetto patchwork, la “Coperta della Speranza”.

Resta il fatto che sono, ad oggi, ben 23 giorni che il fondatore della Missione Speranza e Carità palermitana è all’addiaccio, in penitenza e a digiuno, per pregare per la sconfitta del coronavirus e per il cambiamento, la conversione di una società malata verso traguardi di fraternità e amicizia tra gli uomini e le donne di ogni parte del mondo, nel rispetto di tutte le fedi e le libertà personali. Fiducioso nell’intervento di Dio che è padre misericordioso (e qui non c’è differenza fra cristiani e  musulmani) di tutti e per tutti indistintamente, fratel Biagio testimonia e prega  – e provoca – affinchè le istituzioni e le famiglie e ogni uomo e donna si impegnino a cambiare radicalmente stile e modo di vivere la vita e perché possa nascere un’umanità nuova, solidale e fraterna, e sana.

Il 2 marzo fratel Biagio aveva lanciato un appello dal suo giaciglio, suo luogo di dimora di giorno e di notte dal giorno del Mercoledì delle ceneri, sul sagrato della cattedrale di Palermo, su dei cartoni, coperte e un sacco di iuta in segno di penitenza e dove incontra famiglie e giovani, autorità civili e religiose, giornalisti per parlare e pregare insieme, ancorchè già debole, per il prolungato digiuno, ma forte della forza dello Spirito Santo.

Urgentemente mi rivolgo a tutte le istituzioni, alla Chiesa, ai genitori, agli insegnanti, a tutte le professioni e ad ogni uomo e ad ogni donna di questa sofferta umanità. Bisogna uscire immediatamente da questa crisi dei valori, dal mal vivere, dal proprio io, dall’orgoglio, dall’egoismo, dall’indifferenza, dall’ipocrisia, dalle false leggi, dalle false ideologie, dai poteri forti, dai propri interessi, dall’accumulare soldi e proprietà; bisogna comprendere che un giorno lasceremo tutto su questa terra e non porteremo niente con noi. E’ tempo di rivedere tutti i nostri errori, le tante leggi, regole e insegnamenti sbagliati e non ispirati per il bene di questa società. Se le istituzioni hanno immesso prontamente tante norme restrittive per contrastare il covid, perché si sottovaluta di immettere urgentemente leggi e regole che tutelino i cittadini, i bambini e i giovani? Abolendo così tutto ciò che è negativo, violento, pornografico, diseducativo in internet, nel telefonino, nella televisione, nella playstation, nelle riviste e nella pubblicità, vietando anche il circo degli orrori e tutto ciò che incita al male e alla violenza. Autorità, se al più presto farete leggi restrittive e norme nuove che toglieranno ogni forma di male, cioè di negativo, potrete così aiutare i genitori, gli insegnanti e tutti gli educatori a trasmettere un corretto e sano insegnamento ai loro figli e agli alunni, in modo da formare una nuova e più sicura generazione per il bene di tutta la società. Non possiamo ignorare che il buon Dio ci ha donato le giuste leggi, norme e decreti per un sano e giusto modo di vivere questa vita terrena per poi meritarci, se li rispetteremo, la vita eterna”.

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