Con la scuola chiusa a causa del Covid anche la tradizionale messa di Pasqua va in Dad

di Anna Monforte e Anna Maria Milazzo

Celebrata, in occasione delle festività pasquali, la santa Messa all’I.S. “PIETRO BRANCHINA” di Adrano condivisa via streaming, su canale social YouTube, da alunni e docenti in didattica a distanza. La scuola, facendo parte delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, ha adottato forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi del Decreto Legge 5 gennaio 2021, n. 1 recante “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, in modo che almeno al 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per cento, della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza.  

A presiedere la celebrazione è stato il sacerdote don Nino Portale dell’oratorio “Maria SS. del Rosario” di Adrano. Forte il messaggio di speranza lanciato ad alunni e docenti dal sacerdote: “Cristo, uomo nuovo, ci invita ad uscire dal sepolcro, luogo di morte, per riprendere in mano la nostra vita e viverla alla luce della fede. Dio non ci lascia perire, ma ci tende la sua mano perché insieme a lui possiamo affrontare tutte le prove più dure e dolorose che la vita ci pone davanti”.

In un periodo come quello che stiamo vivendo, fatto di restrizioni, limitazioni, rinunce e solitudine, Gesù Risorto riaccende in noi la speranza di poter uscire fuori dal buio imposto dal virus nelle nostre vite. Lodevole l’iniziativa e l’organizzazione della celebrazione che si è svolta nel pieno rispetto delle norme anti-covid, grazie alla sinergia messa in atto dal dirigente scolastico professoressa Giuseppina Furnari, che si è avvalsa della collaborazione del team digitale della scuola, che ha predisposto la strumentazione necessaria per permettere il collegamento in modalità online con gli studenti collegati, e del responsabile della sicurezza, che ha controllato ogni singola fase dell’evento per garantire le distanze di sicurezza e l’uso di dispositivi di protezione individuale.

La celebrazione della Santa Messa è diventata l’occasione per riunire tutti gli studenti in un coro virtualmente coeso, in cui per una volta i docenti hanno messo da parte gli abiti compassati ed istituzionali per indossarne altri più comodi, quelli che hanno permesso loro di suonare la chitarra e le tastiere e di cantare i canti della liturgia, insieme ai ragazzi. Bello vedere i nostri cari studenti in un clima di silenzio, raccoglimento e preghiera, clima assai estraneo alla scuola, che pullula solitamente di suoni, ritmi rimbombanti, energia pura, che ha così permesso di vivere e toccare con mano l’aspetto della scuola quale comunità educante, riflessiva ed emozionale.

Toccante la visione degli alunni con le mani protese in alto nel momento della recita collettiva del Padre Nostro, un tempo quelle mani si potevano toccare, e nello scambio della condivisione del gesto di fratellanza e della pace, che adesso lascia il posto ad un contraccambio di sguardi che ha del nostalgico e del malinconico. E proprio gli sguardi dei nostri studenti sono stati la cosa più bella: tanti occhi grandi che fanno capolino dai visi bardati di mascherine, che cercano rassicurazioni e la promessa di poter ancora trovare la propria strada verso la felicità.

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