Catania, le reliquie di Carlo Acutis al monastero “San Benedetto”: «Una grazia del Signore»

Le Benedettine del SS. Sacramento Catania

Ventiquattro ore di commozione hanno riempito in modo speciale i nostri cuori e quelli di tantissime persone riecheggiando nella monumentale chiesa del nostro monastero “San Benedetto” in Catania: un intreccio stupendo di spiritualità, emozioni, sguardi e lacrime….  Una grazia del Signore regalataci attraverso la sosta, dalle dieci e trenta del 22 settembre alla stessa ora circa del 23, delle reliquie del beato Carlo Acutis che abbiamo avuto la gioia di ospitare e venerare. Un dono condiviso con quanti, senza interruzione, si sono avvicendati per salutare questo giovane campione di santità che, con la sua luminosa testimonianza, ha accorciato la distanza tra la nostra povera creaturalità e la soglia del Paradiso.

Ringraziamo vivamente gli “Amici di Carlo Acutis” che si sono adoperati per rendere possibile questo significativo appuntamento – la quinta tappa della peregrinatio delle reliquie in Sicilia – la mamma di Carlo, Antonia Salzano, che ha espresso il suo plauso con un messaggio indirizzato alla nostra comunità, e i volontari della Traditio Templaris e del gruppo dei nostri Oblati secolari che hanno fatto sì che tutto si svolgesse nel pieno rispetto delle norme anti-covid. 

La mattina del 22 settembre ha visto la comunità monastica in silenziosa preghiera mentre la fila interminabile di gente, raccolta e devota, si snodava in pellegrinaggio davanti alle reliquie esposte in chiesa. Nel pomeriggio c’è stato il canto del vespro presieduto da don Pietro Sortino, parroco a Palagonia, preceduto dalla toccante testimonianza di Antonio Nicolosi, membro dell’associazione “Amici di Carlo Acutis”. Dopo la chiusura della chiesa alle 19.00, la nostra preghiera notturna ha visto l’avvicendarsi delle monache quali sentinelle che precorrono l’aurora. La mattina del 23 la chiesa, aperta sin dalle 6.30, ha nuovamente accolto parecchi fratelli e sorelle. In tanti hanno partecipato alla messa conventuale delle 7,00 concelebrata da padre Filippo Rapisarda, vice parroco in Cattedrale, e da padre Domenico Cosentino, parroco a San Giovanni La Punta.

Quando le reliquie del nostro Carlo hanno nuovamente varcato la soglia della chiesa per proseguire il viaggio in Sicilia, è stato come se una persona cara ci avesse lasciato fisicamente, rimanendo tuttavia ancor più tra noi. E a Carlo continuiamo ad affidare tantissime intenzioni, i sogni e i sospiri di un’umanità sofferente che, in queste ore, con composto e accorato avvicendarsi, si è aggrappata a lui per raggiungere il cuore di Dio Padre. Questi sono i Santi: ponti, segnaletiche, traghettatori per arrivare là dove ogni anima è orientata, alla piena comunione con il Signore che opera meraviglie e che vuole il bene per ogni figlio e figlia. L’intercessione del beato Carlo Acutis ci ottenga di crescere sempre più nel generoso e gioioso impegno di cristiani che vogliono continuare a dire di sì alla vita nonostante i tanti problemi di un tempo incerto e travagliato.          

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