L’arcivescovo emerito di Palermo aveva 88 anni. Una lunga missione nella diplomazia pontificia, poi la guida della Chiesa palermitana. Mercoledì 28 ottobre i funerali nella Cattedrale di Acireale.

Aveva attraversato continenti, rappresentato la Santa Sede in Paesi segnati da tensioni, accompagnato la vita della Chiesa nelle sue trasformazioni. Ad Acireale aveva ritrovato, negli anni da emerito, la familiarità delle proprie radici. È morto oggi, domenica 25 ottobre, all’ospedale San Marco di Catania, il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo. Aveva 88 anni. A darne notizia è la diocesi acese, che ha annunciato l’apertura della camera ardente nella Basilica Cattedrale martedì 27 ottobre alle 9.30. Nella stessa chiesa, alle 20, si terrà una veglia di preghiera. Le esequie saranno celebrate mercoledì 28 ottobre alle 11.

Nato ad Acireale il 20 febbraio 1938, quinto di nove figli, Romeo aveva frequentato il collegio Pennisi dei gesuiti e la scuola Paolo Vasta, prima di entrare nel seminario vescovile. Nel 1959 il trasferimento a Roma, come alunno dell’Almo Collegio Capranica: avrebbe conseguito la licenza in teologia alla Gregoriana e la laurea in diritto canonico alla Lateranense. L’ordinazione sacerdotale, il 18 marzo 1961, nella cappella del seminario di Acireale, rimase il punto di partenza di un ministero destinato ad allargarsi ben oltre la sua terra. Agli studi affiancò l’assistenza agli scout e l’accompagnamento spirituale delle persone malate con i Silenziosi operai della Croce.

Dopo la formazione alla Pontificia Accademia Ecclesiastica, il 1° gennaio 1967 entrò al servizio della Santa Sede. Le prime missioni lo portarono nelle rappresentanze pontificie delle Filippine, del Belgio e del Lussemburgo, presso le Comunità europee, in Venezuela, Rwanda e Burundi. Richiamato in Segreteria di Stato nel 1976, seguì la vita delle comunità cattoliche dell’America Latina e le attività del Consiglio episcopale latinoamericano, anche durante la preparazione della Conferenza di Puebla.

Giovanni Paolo II lo nominò nunzio apostolico ad Haiti il 17 dicembre 1983 e gli conferì personalmente l’ordinazione episcopale il 6 gennaio 1984. Nell’isola caraibica visse gli anni difficili della caduta del regime dei Duvalier e dell’instabilità politica. Seguirono le nunziature in Colombia, dal 1990, in Canada, dal 1999, e in Italia e nella Repubblica di San Marino, dal 2001.

Il ritorno in Sicilia arrivò con la nomina ad arcivescovo di Palermo, il 19 dicembre 2006, per volontà di Benedetto XVI. Il 3 ottobre 2010 accolse il Pontefice in visita nel capoluogo; poche settimane dopo, nel concistoro del 20 novembre, ricevette la porpora con il titolo di Santa Maria Odigitria dei Siciliani. Fu presidente della Conferenza episcopale siciliana e partecipò al conclave del marzo 2013 che elesse papa Francesco. Il 27 ottobre 2015 divenne arcivescovo emerito.

Negli anni della sua guida pastorale, Palermo visse anche la beatificazione di don Pino Puglisi, celebrata il 25 maggio 2013: una tappa decisiva nella memoria del sacerdote di Brancaccio, ucciso dalla mafia in odio alla fede.

Nel giugno scorso le sue condizioni di salute avevano suscitato la preghiera delle comunità siciliane. Dopo il ricovero al San Marco, l’arcivescovo Corrado Lorefice aveva invitato la Chiesa palermitana a sostenerlo con affetto. Anche i vescovi dell’Isola, attraverso la Conferenza episcopale siciliana, avevano espresso la propria vicinanza, insieme al vescovo di Acireale Antonino Raspanti e di Catania Luigi Renna.

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