La storia della famiglia Gagini e i tesori lasciati nelle chiese della Diocesi di Catania

di Stefano Gemmellaro

Fra gli innumerevoli tesori di quella che possiamo definire una terra impareggiabile, la nostra Sicilia, vi sono certamente tutte quelle opere realizzate dalla famiglia Gagini e tutte quelle che ad imitazione di queste ancora oggi sono custodite presso le nostre chiese.

La famiglia Gagini fu una famiglia di scultori e  di architetti provenienti da Bissone sul Lago di Lugano. Tale famiglia prestò la sua opera in Liguria e in Sicilia dalla seconda metà del XV sec. sino alla fine del XVI sec.

Il capostipite della famiglia è Domenico Gagini, nato a Bissone fra il 1420 e il 1425 e morto a Palermo nel 1492. Questi ebbe un figlio, Antonello, che operò a Palermo in modo particolare e che ebbe a sua volta un figlio, Giacomo, il quale scolpì numerose statue per diversi comuni dell’Isola.

 Si ricorda inoltre Elia Gagini, nipote di Domenico, che operò ad Udine, a Genova e in Spagna. Di Antonello ricordiamo aver scolpito la famosa Madonna custodita presso il santuario di Gibilmanna, la Madonna della Catena di Adrano, la Madonna della Neve custodita presso chiesa di S. Domenico di Catania, la Madonna della Salute e quella di Monserrato a Caltagirone e come detto in precedenza alcuni asseriscono che a lui si deve attribuire la Madonna della Catena di Paternò del XVI sec. a cui però non si può riferire alcuna data certa per mancanza di documentazione.

 È pur vero che la scultura della famiglia Gagini molto influenzò l’arte del loro tempo e degli anni successivi a loro e di conseguenza il gusto gaginesco si propagò grazie ad imitatori e agli allievi degli stessi scultori. Fra le opere che la nostra provincia di Catania custodisce all’interno delle proprie chiese ricordiamo anche infatti,  Madonna della Misericordia di Randazzo, l’Annunziata e la Madonna della Catena di Bronte, la Madonna delle Grazie a Misterbianco. Molte altre opere sono custodite in vari musei e chiese delle altre provincie siciliane, spesso poco conosciute a molti ma perle di rara bellezza che rendono preziosa l’arte e la storia della Trinacria.

2 pensieri riguardo “La storia della famiglia Gagini e i tesori lasciati nelle chiese della Diocesi di Catania

  • 21 Novembre 2019 in 8:15
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    Dott. Gemmellro, temo il suo elenco non sia completo; anzi, che manchi di opere di cui atti notarili ci attestano essere state tenute a modello nelle intenzioni di diverse committente per la loro bellezza e per l’estensione della devozione.
    Avrei piacere di accoglierla a Mompileri.
    Don Alfio

    Risposta
  • 21 Novembre 2019 in 18:13
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    Sono forse quelle statue di gesso che sembrano marmo? Cordiali saluti e tanti complimenti.

    Risposta

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